VOCI DALLA NAJA
 
*La Naja dell' Artigliere*
Lionello 18^ Batteria
  5°89 "Caserma Cantore"
Un anno col "Gruppo Udine" alla Cantore

Mi chiamo Lionello ed ho prestato il servizio di leva con il 5 scaglione 1989 presso la "Caserma Cantore" di Tolmezzo. Dopo il c.a.r. a Codroipo sono stato assegnato al Gruppo Udine, sono arrivato alla Cantore l'8 agosto 1989; la prima impressione della Cantore non fu delle migliori, mi ricordo molto bene l'odore delle salmerie misto a quello della vicina cartiera, la caserma era quasi completamente priva di verde (se si esclude il piccolo cortile d' onore). Tutto si sviluppava attorno al piazzale dell' alzabandiera,  infatti all'adunata si poteva vedere: alla destra della Bandiera la B.C.S., alle spalle la mensa con annesse camerate del gruppo agonistico, a sinistra il nostro Gruppo Udine: una palazzina di 4 piani che ospitava al piano terra l'armeria e lo spaccio, al primo la 17^ batteria, al secondo la 18^ batteria, al terzo la 34^ batteria, alle spalle del Gruppo Udine si trovavano le sale obicie ed i vari magazzini ed officine del minuto mantenimento.
Appena giunto al corpo ho frequentato i corsi attinenti al mio incarico di puntatore: il corso specialisti al tiro ed il corso serventi al pezzo. Il Gruppo disponeva inizialmente di tre batterie operative (17^, 18^, 34^) ed io ero effettivo alla 18^ batteria; ogni batteria disponeva di 4 obici (pezzi) da 105/14.
I pezzi pesavano 12 q.li circa, potevano essere trainati da camion, elitrasportati, paracadutati  (pratica sconsigliata in quanto l' unico tentativo è finito col pezzo disintegrato al suolo) oppure sommeggiati sui muli. I pezzi sparavano granate calibro 105 ad una distanza che poteva variare dai 4 ai 12 Km in base alla carica usata.
Ogni obice si scomponeva in 12 parti ognuna delle quali pesava 1 q.le circa ed ogni parte veniva sommeggiata su un mulo.
Per quanto riguarda i muli ho potuto conoscerli molto poco, ho effettuato un solo sommeggio e posso dire che sono animali molto grandi (1.80 al garrese per 8 12 q.li) molto pacifici ma anche molto paurosi e, se si spaventano, possono diventare molto pericolosi.Finito il corso abbiamo affrontato la prima scuola tiri: accampati in tenda nei pressi di Ovaro ci si svegliava alle 3 del mattino per tirare a Forcella Lavardet, nessuna batteria usava tutti i pezzi generalmente solo 3, ogni pezzo era costituito da sette artiglieri: capopezzo, puntatore sx, puntatore dx, caricatore, porgitore, spolettatore, servente. Verso i primi di ottobre '89 ho assistito allo scioglimento del Gruppo Belluno ed il conseguente aggregamento al Gruppo Udine della 23^ e 24^ batteria. Dimenticavo il mio comandante di gruppo era il ten.col. Eugenio Carini, vice il Magg. Marino Tabiani (successivamente diventato comandante del Gruppo Conegliano con il grado di ten.col),il mio comandante di batteria era il ten. Antonino Inturri (detoo il giallo). Tra la fine di ottobre ed i primi di novembre '89 siamo partiti da Ovaro per il campo autunnale, in quindici giorni abbiamo toccato le cime ed i passi più importanti del Cadore, la seconda settimana sotto una fitta nevicata. Durante il campo una domenica siamo stati trasferiti, non ricordo bene se a Feltre o Belluno, per partecipare al picchetto d'onore in omaggio del congedo dei muli, in conseguenza di questo congedo una delle due batterie aggregate (non ricordo se la 23^ o la 24^) si è trasferita a Pontebba (vecchia sede del Gruppo Belluno) in sede staccata ed era costituita da soli conducenti muli con il compito di accudire gli animali rimasti in attesa della dismissione definitiva; assieme ai muli c'era anche un piccolo asinello di nome Diciotto che faceva da mascotte. I mesi successivi furono incentrati quasi esclusivamente all' organizzazione di una operazione prevista per metà gennaio in Calabria; infatti il 15 gennaio del '90 siamo partiti per S. Ferdinando sulla costa calabrese che era il nostro campo base da dove partivano operazioni di occupazione del territorio volte a disturbare le numerose azioni di sequestro, che venivano portate in atto tra la Sila e l'Aspromonte. A questa operazione terminata ai primi di marzo parteciparono circa 3000 soldati della Julia, tra le varie esercitazioni la più importante: "partiti contrapposti" che impegnava tutti i reparti e seguita direttamente dall' allora ministro della difesa Martinazzoli. Dal rientro, fino ai primi di maggio il tempo passava tra esercitazioni marce ed un paio di polveriere in quel di Illeggio  (vera villeggiatura).
Ai primi di maggio la mia 18^ batteria fu chiamata ad una cooperazione a fuoco in appoggio ad un reparto di carristi di fanteria, inquadrati nel 4° corpo d' armata alpino, con sede a Merano. L' operazione che si svolgeva a Capo Teulada in Sardegna si è rivelata per noi un grande successo (nonostante i carri non siano mai riusciti a prenderci).  Al rientro dalla Sardegna siamo subito partiti per la scuola tiri; doveva essere la nostra ultima fatica, saremmo dovuti rientrare in caserma a metà giugno in attesa del congedo ma, a causa di alcuni incidenti di tiro accaduti allo scaglione più giovane,  (2°90,  nel frattempo una delle due batterie aggregate, con il congedo del 4° 89, è stata sciolta) il gen. Forgiarini, allora comandante della Julia, decise che la cooperazione a fuoco con il Battaglione Cividale sarebbe stato più opportuno la facesse lo scaglione più anziano ed esperto così, dopo la scuola tiri, anche la cooperazione a fuoco. Siamo rientrati il giorno 26 giugno tre giorni prima del congedo il 29 giugno 1990. Vi ho raccontato il mio anno al Gruppo Udine nella caserma Cantore un saluto art. Lionello.
                                                
                                                 
Art. Lionello 18^ Batteria 5°89
Artiglieri al campo marciante in Cadore
Operazione di messa in sicurezza di un mezzo sul treno
Artiglieri in esercitazione nella Sila Calabrese
L'obice da 105/14 della 18^ Batteria
Elitrasporto di un obice sulla Sila Calabrese