VOCI DALLA NAJA
  
*MANDI BIELIS*
 del  S. Ten. Franco Seita

Come saprete il Gruppo Udine dopo aver combattuto in Grecia (in cui contribuì per ottenere una delle due M.O. del 3° da montagna) e in Russia, fu sciolto e venne ricostituito nel 1957 sostituendo come denominazione il Gruppo Gemona. Noi Ufficiali del 17° Corso AUC, siamo stati i primi ad aprire il nuovo corso del rinato Gruppo Udine, nel senso che quelli esistenti facevano  già parte del Gruppo Gemona.

Nessuno di noi allora si è mai reso conto di questa importanza. L’Aiutante Maggiore del Gruppo, Ten. Dell’Asin Adelchi insisteva sempre nel farci notare che solo il Terzo da Montagna era l’unico che avesse due M.O. e correggeva sempre le eventuali dimenticanze quando le notava sui vari rapporti scritti, ma noi non sempre capivamo il perché, almeno io giovane “tubo”.

Tuttavia il Comandante del Gruppo in servizio Vacante, Capitano Gorret, dette l’incarico a me e all’allora Sergente Brancaleone (oggi Ten. Col. dopo che si congedò e si iscrisse al corso A.U.C.) di costruire il nuovo (l’attuale) Distinto del Gruppo inserendo la 34ª Btr che era venuta a far parte del Gruppo durante la seconda guerra mondiale. Uno dei tanti errori che ho commesso nella mia vita è stato quello di non aver fotografato il bozzetto che avevo colorato coi colori a olio che mi ero portato data la mia passione di allora di dipingere. Il Ten. Fabbro Comandante della 34ª Btr. (oggi Generale) con il Maggiore Meneguzzo Comandante allora del Gruppo Belluno si “presero la briga” di produrlo; non ricevetti nessun riconoscimento, ma la soddisfazione d’aver realizzato il bozzetto dell’attuale distintivo dell’Udin “non ha prezzo”!

Tra le mie cose ho delle fotografie inedite della guerra di Grecia del 1941/2, dico questo perché, quando io, bambino, mi portavo nel letto il mio soldatino Artigliere da Montagna col suo mulo perché sentivo dai giornali radio che gli Alpini stavano morendo dal freddo.

Queste foto fanno parte di un libro a numero chiuso prestatomi da un mio amico che lo ha avuto perché suo padre ha fatto parte del Gruppo Udine a quel tempo.

Un’altra informazione: ai miei tempi il Gruppo Udine aveva in dotazione il mortaio da 120, mentre il Gruppo Belluno sparava per l’ultima volta col glorioso 75/13, preda bellica della Guerra 15-18. Di conseguenza noi del 17° corso AUC non abbiamo conosciuto l’obice da 105/14, salvo quei pochi che sono stati richiamati.

Spero di non avervi annoiato e che siate riuscite a capire i “miei scarbocchi”…. guardatevi la foto di quando noi giovani tubi ci siamo congedati ad agosto del 1957. Io sono il terzo partendo da destra. Abbiamo tutti la faccia un po inebetita, ma non perché eravamo contenti del congedo, ma perché eravamo venuti a conoscenza della bevanda di allora. Oltre allo “spriz”, era venuta di moda la “grappa al salto”.
Inserire nel bicchiere una dose di grappa e un cucchiaino di zucchero. Schizzare del selz e ingoiare al volo: ciucca garantita. 

Mandi bielis 

S. Ten. Franco Seita      (il "vecio" dell'Udin, e del nostro sito)

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