VOCI DALLA NAJA
*La Naja del C.le Michele 10° 92 Caserma "De Gasperi" di Vacile Comando Gruppo - Sez. OAI*
La mia naja inizia il 11/12/1992 alla caserma Salsa-D’Angelo di Belluno.
Inizio non privo di qualche intoppo in quanto, nella confusione, sbaglio cambio treno e mi ritrovo a Carnia (UD) invece che Conegliano. Vabbè, nel panico torno a Udine, prendo il treno giusto e scendo a Conegliano, poi taxi fino a Belluno...e mi ritrovo, quasi senza soldi, arrivato appena in tempo. A ripensarci credo che un ”sottotopo” così non si era mai visto.
Per fortuna mi ritrovo in camerata con dei ragazzi a posto, spaventati come me e quindi facciamo subito gruppo. Il CAR prosegue come tutti i CAR: alzatacce al ritmo dei calcioni dei Vibram sugli armadietti, urla per qualsiasi cosa e soprattutto fila per qualsiasi cosa (qualcuno infatti ha coniato l’espressione ”la naja è tutta una fila”). Prima del giuramento, proprio il giorno di un’addestramento sul campo, mi ammalo e marco visita. Così me ne resto 3gg a curarmi da solo (meno male che mi ero portato via alcuni medicinali base). Non sto a raccontare del freddo di Belluno a gennaio, delle dita congelate sul fucile, delle orecchie blu ed ormai insensibili sul cassone del camion e dei piedi diventati zoccoli ghiacciati.
Insomma arriva il giuramento: panico totale perchè al comando ”baionetta” il guanto bianco mi si incastra nell’incastro (è fatto apposta direte voi) e per tutto il ”presentat àrm” la baionetta penzola a destra e a sinistra...ma senza cadere. Dopo tutto il lavaggio del cervello che ci avevano fatto quel mese, pensavo che se mi fosse caduta (tra l’altro ero in seconda fila perciò si sarebbe visto) ero praticamente un alpino morto, anzi non avendo neanche giurato, un topo morto. Cerco di trovare un po’ di sangue freddo e con uno strattone, al ”pied àrm”, che mi strappa il giuanto (più grande di 10 misure), posso risistemare la baionetta...3 secondi dopo: ”Lo giurate voi?” rimbomba nella valle un ”Lo giurò!” da oscar. Applausi del pubblico non pagante.
Di quel primo mese mi ricordo anche che avevamo trovato un ristorantino dove facevano delle belle porzioni per pochi soldi, che avevamo costruito un altoparlantino da nascondere nell’armadietto per sentire musica dal walkman, che ci veniva da dormire al cinema quando proiettavano quel famoso filmato sull’esercito (e i caporali istruttori a girare come iene per punire chi si addormentava) ma eravamo stanchissimi e gli occhi si chiudevano in uno ”squit” e mille altre cosettine che sarebbe troppo lungo e noioso da riportare.
Molto bene, fine di un incubo, tutti contenti, anche se già lì, con l’assegnazione a diverse caserme, ci separiamo con dispiacere; non sapevamo che quello era già un piccolo assaggio di quello che poi avremmo provato a fine naja.
Cooome? CAR avanzato? E chi ne aveva mai sentito parlare? Ma perchè? Aiuto!! Neanche una capatina a Vacile che bisogna trasferire armi e bagagli alla Goi-Pantanali di Gemona e poi ogni giorno colazione anticipata e camion fino a Venzone per un addestramento da fuciliere-assaltatore (ma senza brevetto finale accidenti).
Il CAR avanzato è stata una bellissima avventura: sbalzare come capretti tra le rocce, sparare traccianti al buio, pompare ogni giorno 100 volte grazie al Cap. Gatti (fatto in febbraio poi), mimetizzarci la faccia come Rambo, tiro istintivo con l’MG (cavoli amari), lancio della bomba, ecc. ecc.Piccoli aneddoti:
1)giornata di addestramento al lancio della bomba: Gatti dice ”chi centra il secchio vince 10gg di permesso”: mi appresto a tirare, parabola perfetta, mi butto a terra, centro il secchio, la bomba non espode porca p@#@!$$!! = niente licenza.
2)tornati a Vacile e ben addestrati a presentarsi urlando (oltre che al FLOCTR), il capitano della BCS!
...il capitano dicevo, ha avuto la bella  idea di chiamarci per presentarci.
Ero l’unico della mia squadra proveniente da Venzone per cui neanche gli altri si aspettavano cosa stessi per fare: il Cap. mi chiama e io urlo che mi sentono fino a Usago ed a un certo punto fa cenno con la mano di abbassare il volume ma tanto io ero partito...dopo quella volta gli altri non vedevano l’ora che qualcuno ci facesse presentare per sentire Tarzan e per ridere come scemi.
A marzo partiamo per la scuola tiri a Marina di Ravenna, bellissima esperienza ed anche qua mi succede l’imprevedibile: le elezioni del COBAR. Insomma per farla breve, a mia insaputa e senza essermi minimamente candidato, la truppa mi vota e Petruzziello mi da’ una bella pacca sulla spalla e mi fa i complimenti...maddechè? che è ’sto COBAR? se magna? Scoperto cos’è, accetto di buon grado e dopo qualche viaggetto a Trento per le varie riunioni riesco a far comperare dei nuovi tabelloni in pexiglass da pallacanestro, visto che gli esistenti erano sfasciati...non li ho mai visti installati. Morta lì.
Per il resto è stato tutto un susseguirsi di esperienze e risate a tutto campo.
Della polveriera poi, non ne parliamo!
1) Una volta eravamo di guardia in estate e ci siamo messi a giocare a ping-pong a torso nudo ma con le giberne addosso e...oplà! ispezione! Ettepareva...corri come un pazzo a vestirti. Poi si è rivelata una bufala perchè l’alto papavero in A.R. è stato rimbalzato dal nostro sceriffo in quanto non aveva l’autorizzazione in regola...che mito di S.Ten.

2) Notte fonda. Ad un certo punto la radio gracchia allarmata, sentiamo gente gridare da pazzi, tutti fuori. In sequenza: le guardie vedono ombre sul camminamento, ”altolà chi va là” e una e due e queste ombre non si levano. ”Altolà chi va là, fermi o sparo” come da consegna. Allora loro poverini caricano il colpo in canna, arriva nel frattempo l’ufficiale che estrae la pistola e carica anche lui il colpo in canna e si piazza a gambe aperte puntando la pistola (reattiva la toperia eh?) e urla spaventatissimo. A questo punto le ombre scappano. Morale della storia?
Probabilmente alcuni cacciatori in vena di scherzi; il giorno dopo infatti, con la luce, siamo andati lì sul camminamento dopo l’altana 12 e abbiamo trovato un buco nella rete e seguendo il buco, una casupola di legno probabilmente adibita a deposito prede e trappole. Credo che nessuno dimenticherà quella notte.
E le serate al Las Vegas in centro a Spilimbergo? altro posto militarizzato dove ci si ritrovava tutti, spogliati dei nostri gradi ed in perfetta sintonia. Tutti raccontavamo la nostra storia, da dove venivamo e che cosa avremmo fatto (o sperato di fare) ’dopo’...ma a questo ’dopo’ nessuno ci voleva realmente pensare.
Ricordo ancora il susseguirsi dei vari congedi...i primi con distacco perchè non ci conoscevamo o perchè avevamo appena iniziato, ma gli ultimi che dire: un misto tra allegria, direi anche euforia dopo tanti mesi passati assieme, e tristezza perchè forse non ci saremmo più visti. Capitasse oggi avremmo migliaia di foto digitali, filmati, indirizzi email, cellulari, ecc...e chi si perde più? Quelle erano amicizie paragonabili solo a quelle scolastiche o dell’infanzia, sono sicuro che se oggi vi chiamasse un vostro fra’ per andare da qualche parte, mollereste tutto all’istante.
Qualche nostro topino, all’inizio della sua naja soprattutto e se proveniva da lontano, addirittura piangeva se l’avevano messo di servizio e non poteva prendere la 3gg dopo l’ennesimo fine settimana passato dentro (ahò qualcuno aveva appena fatto 18 anni, poco più che un bambino). Più di qualche volta ci siamo offerti noi vecchi per sostituire il malcapitato, perchè magari abitando più vicino comunque potevamo andare a casa il fine settimana dopo. Piccoli gesti ma concreti, non ce ne siamo mai pentiti e non era per mettersi in mostra, era semplice umanità: lo spirito profondo dell’Alpino.
Del mio congedo mi ricordo solo che volevo finire (perchè da quando se ne era andato il 9°/92 la caserma non era più la stessa) ma sotto sotto non volevo andarmene. Il mio rammarico va a tutti quelli del 9° che non ho potuto salutare perchè ero di servizio in polvere. Un ricordo al mio amico C.le Picci che dormiva sopra la mia branda, con cui ho legato particolarmente e con cui sono tutt’ora in contatto.
E così una nebbiosa mattina di dicembre del 1993 anche il 10° varca la porta carraia di Vacile...non tutti insieme però, i congedi ce li hanno consegnati in tempi diversi, peccato.
Uscendo, da solo, mentalmente ho ripercorso l’anno appena passato e ho avuto paura di lasciare il ”conosciuto” per l’ignoto, ma il nostro motto è ”Tire e Tâs” e perciò, ho acceso la macchina e sono tornato a casa in una specie di trance.
Ora sono sposato dal 1996 ed ho una figlia che va alle elementari e che ogni tanto indossa il mio cappello da Alpino.
Un forte abbraccio a tutti quelli che ho incontrato.

Michele da recluta ad alpino il giorno del giuramento alla Caserma "Salsa" di Belluno, all'epoca sede del 16° RGT Belluno - Brigata Alpina Cadore -
... il momento del giuramento
Il C.le Michele con i frà durante le fasi addestrative del CAR avanzato  presso la Caserma "Goi Pantanali" di Gemona
Il C.le Michele alla scuola tiri a Marina di Ravenna
Il C.le Michele in un momento di svago con gli amici commilitoni al deposito munizionamento di Usago
La sera prima del congedo: i protagonisti sono alcuni frà del 5°92. E' FINITA!!!
  Il 10°92 posa per la foto di rito il giorno del congedo







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