VOCI DALLA NAJA
 
*IL MESSAGGIO*
di  Daniele  Serg. magg. della 17^ BTR. nel 1975/76
Da giorni il Conte pensava a quello scavalcamento con i pezzi someggiati,…..non ci dormiva la notte, si chiedeva perché diavolo l’avesse scelto nel programma del campo mobile…….avrebbe potuto cambiare itinerario invece scelse di andarci di proposito….non riusciva a capire il motivo… , tant’è ormai la scelta era fatta come aveva detto il grande Giulio Cesare “Alea jacta est”…il dado era tratto e non poteva più tornare sui propri passi, esaminò ancora una volta il percorso cercando di trovare un’alternativa, quante volte aveva pensato a questo…….

Si ricordò che doveva inviare il rapporto di tutti i giorni, si mise seduto a quel piccolo tavolino da campo con funzioni di scrivania, impugnò la penna e iniziò a scrivere il rapporto sulle attività della giornata che quotidianamente doveva inviare al comando gruppo, per sua fortuna il colonnello comandante del gruppo era una buona persona e non badava molto ai formalismi, gli bastava essere informato sul tragitto fatto, sul posto ove si era fermata a pernottare la batteria e su eventuali problemi sorti durane la giornata, altri al posto di Carrera avrebbero preteso i particolari più minuziosi.

Sentì la voce del sergente incaricato alla cucina, contrariamente a quanto si crede se i cucinieri si danno da fare, il pasto al campo può essere migliore del previsto,  lui questo lo sapeva bene: un artigliere affamato e svogliato rende poco e male nel suo incarico, al contrario se è sazio “lavora” con più zelo e attenzione…..all’improvviso ebbe un lampo di genio: mica era scritto da nessuna parte che la batteria doveva passare someggiata, bastava che superasse il passo…..e allora perché non…

Prese subito un foglio di carta e iniziò a stendere il messaggio, il sergente doveva raggiungere la base logistica del gruppo per ritirare alcune derrate alimentari, pertanto avrebbe visto e parlato con il c/te o il vice del reparto…….del resto la responsabilità ultima spettava al capitano comandante, perciò nessuno si poteva intromettere nelle sue decisioni, scrisse il messaggio piuttosto in fretta prima di farsi prendere da scrupoli, lo chiuse e chiamò il sergente che arrivò di corsa, spiegò al sott.le cosa doveva fare raccomandandogli di consegnare il messaggio nelle mani del c/te di gruppo e di nessun’altro !!!!

Il sergente fu piuttosto sorpreso dal tono del capitano, sembrava che fosse un messaggio di vita o di morte….conosceva la determinazione del capitano ma era la prima volta che gli dava un ordine in maniera così perentoria…..ascoltò bene le parole del capitano senza fare domande o osservazioni, memorizzò l’ordine e infilò il foglio di carta chiuso nel taschino della mimetica, non si sognava assolutamente di aprirlo e leggerlo……non voleva sapere ciò che vi era scritto: aveva compreso la sua importanza e tanto gli bastava.

Partito il sergente il capitano chiamò subito il rapporto ufficiali, gli S.Ten. erano impegnati nelle varie attività, chi con i conducenti muli, chi con i serventi, chi controllava la pulizia delle armi..... corsero tutti alla tenda un po’ sorpresi da quella fretta, ascoltarono attentamente le parole del capitano facendo fatica a credere a ciò che udivano…..capivano l’importanza di ciò che il c/te di btr aveva deciso ma non capivano perché fare uno scavalcamento senza i pezzi someggiati, si chiedevano perché tutta la btr non facesse la strada meno ripida……eh si era questa la furberia nella decisione del Conte: far arrivare la btr someggiata fino alla base del tratto di strada più ripido, scaricare i muli e far arrivare i pezzi autotrainati dall’altra parte della montagna, ricaricare i pezzi sui muli e riprendere la strada come se nulla fosse…..in pratica si trattava di “barare al gioco”…..l’importante era arrivare dall’altra parte con la btr completa senza problemi di gente rimasta indietro.

Gli ufficiali si guardarono in viso…….facevano fatica a trattenere il sorriso, capivano che tutto andava a loro vantaggio…..non avrebbero avuto problemi con chi “tirava l’ala” e anche loro avrebbero faticato meno…..e i muli avrebbero camminato con più lena, lo S.Ten scb di batteria si fece chiarire le intenzioni del capitano per essere sicuro di aver capito bene, poi si avviò verso gli artiglieri chiamando l’adunata di btr, il giorno dopo tutti dovevano sapere bene cosa fare per evitare equivoci di sorta.

Il sergente appena arrivato al campo base del gruppo inviò l’autista con la campagnola verso il magazzino viveri dandogli la lista di ciò che doveva caricare, nell’attesa del suo arrivo, preferiva sbrigare l’incarico più delicato poi badare al suo compito, sapeva di potersi fidare del collega ai viveri  e lo avrebbe raggiunto più tardi, girò un po’ per l’accampamento prima di trovare la tenda del vice c/te, incontrò Pippi Calzelunghe che si offrì di consegnare per lui il messaggio, con la dovuta educazione il sott.le fece presente di avere ricevuto un preciso ordine…il capitano della BCS non fece obiezioni ed entrò nella tenda del magg. Vice c/te, poi lo chiamò, ….il sergente entrò nella tenda ed estrasse il messaggio del capitano dalla tasca e lo porse la maggiore.

Il vice chiese cosa fosse il messaggio, il sergente rispose ancora prima che l’ufficiale avesse terminato la frase “Ignoro il contenuto sig. maggiore, perché mi è stato consegnato chiuso dal capitano”, il maggiore romanaccio prese in mano il foglio, lo aprì e ne lesse il contenuto….non fece commenti ma l’espressione del viso era leggermente seccata e sorpresa, ringraziò e congedò il sott.le che era ben contento di scappare via per seguire il suo incarico ai viveri della btr., arrivato alla tenda magazzino si fece consegnare la lista del materiale, controllò di avere caricato tutto e ripartì per rientrare alla btr.

La mattina seguente il reparto si svegliò prima del solito, il cielo prometteva una bella giornata e il sole avrebbe scaldato parecchio la batteria in marcia, era meglio avviarsi di buonora per poi riposare nelle ore più calde, ci fu la solita attività : sellare i muli, smontare i pezzi e someggiarli …..non ci furono particolari problemi e la btr detta “La dura” iniziò la marcia, il sergente prima ancora della partenza era montato sul mezzo e si avviava verso il punto di incontro al termine della marcia…..da mezze frasi aveva capito cosa si preparava e augurava alla btr ogni fortuna : smontare e rimontare i pezzi 3 volte nella mezza giornata era una seccatura, ma fare lo scavalcamento del passo con i muli carichi poteva essere molto peggio.

Arrivato sul posto iniziò subito a disporre il   tutto: la cucina, i filari per i muli, i servizi da campo ecc ecc…..erano solo una decina di artiglieri ma tutta gente che lavorava veloce, senza creare troppi problemi, quando il lavoro era quasi finito notò l’avvicinarsi di una campagnola….troppo pulita per appartenere al gruppo….chi poteva essere? Avvertiva come un premonizione…..sentiva  che c’erano guai in arrivo….,continuò a dare disposizioni perché è importante che all’arrivo da una marcia la batteria trovi tutto pronto a iniziare dal pranzo.

Era dietro una tenda quando si sentì chiamare, era la voce del ten. col. c/te di gruppo…. …si sentì un po’ sollevato, forse il diavolo è meno brutto di ciò che si teme….non finì di pensare che si ritrovò al cospetto si del c/te……ma della brigata, dietro di lui Carrera lo guardava in maniera particolare come a volergli suggerire qualcosa, il sott.le scattò in attenti davanti al generale che a brucia pelo gli rivolse delle domande “Aveva ricevuto e consegnato un messaggio del capitano della btr…a chi lo aveva consegnato..lo aveva letto….aveva anche un messaggio verbale da riferire…era sicuro di questo….non dimenticava nulla…..”, il sott.le aveva l’impressione che il generale cercasse qualche mancanza nella sua condotta di quel giorno, restò calmo e dette al c/te di brigata le risposte più appropriate….non aveva nulla da nascondere.

Come seccato dalle risposte ricevute dal sott.le il generale lo congedò, pareva insoddisfatto ….., si girò  e assieme al ten. col. rimontarono sulla campagnola per allontanarsi, il sott.le si sentì sollevato e riprese l’attività, ma non capiva perché le ragioni di quelle domande : era successo qualcosa alla batteria….??? Poco tempo dopo vide in lontananza la batteria someggiata avvicinarsi….pareva tutto a posto…..non c’erano ritardari …i muli camminavano normalmente con i pezzi someggiati.

Arrivati i primi artiglieri li vide un po’ infastiditi, pensò che fosse per il sole che scaldava parecchio ma il capo pezzo gli si avvicinò e disse “Sapesse cos’è successo sergente…abbiamo avuto una scarogna nera….sarebbe bastato arrivare mezz’ora prima”, il sergente lo guardò e rispose che la btr era in orario sulla tabella di marcia, il cap. magg. allora gli raccontò i fatti : appena arrivati al punto d’incontro con i pezzi autotrainati (ove avrebbero ricaricato i muli) era passata di là l’auto del generale…figurarsi se non si fermava….non aveva fatto molta fatica a capire cosa si stava preparando, la batteria sarebbe arrivata alla base logistica  regolarmente someggiata e nessuno avrebbe sospettato nulla…….!

A quel punto il sergente comprese anche le domande del generale; cercava di scaricare responsabilità del capitano facendogli dire che si era dimenticato di riferire un messaggio al c/te di gruppo, “Hai capito –pensò il sergente- sta a vedere che la colpa di tutto è mia !”, cercò con lo sguardo il capitano che si trovava a circa 50 metri di distanza e si diresse verso di lui a grandi passi, non ci stava a passare per il colpevole di negligenza che non aveva riferito un messaggio verbale, con il quale il capitano avvertiva il comando gruppo delle modalità della marcia di quel giorno.     

Salutò il capitano e riferì subito la conversazione avuta con il c/te di brigata, alla presenza del c/te di gruppo……il capitano lo ascoltò in silenzio….volle sapere cosa aveva risposto il sergente poi abbassò lo sguardo senza dire nulla, il sott.le aspettava qualche ordine ma il il c/te di btr disse soltanto “Va bene, non importa sono io a decidere e a me spetta l’ultima parola, può andare grazie”, il sott.le salutò, fece il dietro-front e tornò al suo incarico…..non sentì più parlare del fatto.