VOCI DALLA NAJA
*La naja del 9°93 - 18^ BTR*
di  Carlo  Artigliere della 18^ BTR. 9° sc. 1993
La naja ebbe inizio martedì 14 settembre 1993. Arrivati a Belluno, i Caporali ci attendevano in stazione. Venimmo trasportati al 16°RGT. Belluno Brigata Alpini Cadore, nella bella caserma T. Salsa dove fummo accolti in maniera umana: i Caporali e gli Ufficiali davano ordini con decisione, ma non gridavano. Era incredibile: nessuno gridava o offendeva. Nel piazzale adunata c'era addirittura uno striscione con scritto: "Benvenuti Alpini del 9/93". Non sembrava vero; sulla naja, prima di partire, ne avevo sentite di tutti i colori. Comandava allora la Brigata Alpina Cadore il Generale Chiesa F.
Seguimmo tutta la prassi ben nota: la vestizione, il temuto barbiere, le foto ecc. Fui inquadrato nella "78°CP i Lupi" ed iniziammo gli addestramenti per il "Giuramento Solenne" (marce, poligono …), sotto la guida del Caporale Istruttore Fabio Coldebella. La cerimonia si svolse sabato 2 ottobre 1993, presso lo Stadio Comunale di Longarone (BL), in memoria dei trent’anni dalla tragedia del Vajont. Sotto una pioggia battente, tuoni, fulmini e strade allagate (chi c'era lo ricorderà bene) le 450 reclute del 9sc.1993 giurarono solennemente fedeltà alla Patria: «Lo giuro!». La Brigata Alpina Cadore celebrava altresì l’anniversario del quarantesimo di fondazione. Tra gli alti Ufficiali era presente il Generale Luigi Manfredi. Per l’occasione siamo stati fregiati con una medaglia che ricordava quel giorno. Fu una cerimonia davvero unica e speciale. 
Seguirono gli incontri con genitori, fidanzate ed amici. Finita la cerimonia ci fu concessa una piccola licenza fino a domenica sera. Io la trascorsi con la famiglia a Belluno. E’ stata una bellissima giornata passata a visitare Belluno e dintorni, Longarone e la diga del Vajont.
In quei giorni, a Belluno, si svolgeva la cerimonia ufficiale di "congedo" degli amati e rispettati "muli", dopo anni di onorato servizio insieme agli art. Alpini. Si chiudeva un'epoca storica, la gente e gli Alpini piangevano. Furono consegnati i "congedi" ai quadrupedi ed inaugurato il Monumento al Mulo e al suo Conducente dove c'è scritto: "A coloro che tanto diedero senza mai chiedere nulla. A ricordo dei silenziosi sacrifici che fecero insieme, per la Patria, i Muli e i loro Conducenti". E’ in bronzo e, su sfondo di montagne in granito rosa, vi è raffigurato un Art. Alpino che inginocchiato fa bere il mulo nel cappello alpino. Un’immagine stupenda!
Ed arrivò il momento dell'assegnazione al Corpo e degli incarichi. Molte amicizie si persero così in altre destinazioni. Fortunatamente, però, buona parte degli amici del C.A.R. vennero assegnati come me nella Brigata Alpini Julia al "Gruppo a.c/al.  Udine", con a capo il Comandante Col. Enzo Petruzziello (uomo severo, ma come un padre per noi) nella caserma S. Ten G. De Gasperi di Vacile (PN).
Venne a prelevarci il Capitano Paolo Dutto, oggi Tenente Colonello. Ogni tanto l’incontro a Torino. Ora comanda la CCS nella caserma Montegrappa Brigata Taurinense, ma sul cappello c'è sempre il fregio dell'artiglieria Alpina. Ricordo quanto strillava, ma poi col tempo divenne uno di noi. Del resto era finita la serenità della caserma T. Salsa, non eravamo più a Belluno.
Arrivato in caserma, fui assegnato nella 17°BTR, del Capitano Dutto. Iniziammo la vera naja con il C.A.R. avanzato con il Ten. Crosetti del 14°RGT Alpini di Venzone (UD) e i Caporali del 9sc.92 (ci davano un anno di stecca, erano i veri “nonni”). Mi fu assegnata la mitragliatrice MG: è stata dura, ma...Tire e Tas... finì il C.A.R. avanzato. Per alcuni seguì il corso di formazione per l'Operazione Testuggine e la missione O.N.U. in Mozambico.
L'impatto con la caserma non è stato positivo. Chi è stato a Belluno capirà; a Vacile le docce erano fuori dalla BTR, si trovavano tra la BCS e il BTG Log. per cui in inverno era tremendo. Successivamente le adeguarono dentro le BTR, ma nel frattempo per fortuna l'abitudine e le amicizie avevano fatto la loro parte per superare i disagi.
Finito l'addestramento, in molti fummo assegnati alla 18°BTR del Capitano Marco Tesolin e iniziammo le attività della Batteria: esercitazioni, marce, campi, allarmi NATO, incarichi vari (io ero M.G.E., motorista gruppi elettrogeni, ancora oggi faccio quel lavoro), Operazione Testuggine, seggi elettorali. Molti dei nostri andarono in Mozambico con la missione O.N.U. Io, a causa di un grave incidente con un ACL, dove rimasi ferito con un altro commilitone (il frà Birnunzio), saltai il contingente di partenza.
Giunse il momento del "Campo Invernale" che la 18° BTR marciante fa in giro per la Carnia. Andammo sul Monte Zoncolan e ci andò a fuoco il BV che, essendo in vetroresina, in un attimo sì carbonizzò con tutto il materiale a bordo, ma per fortuna nessun ferito tra gli uomini.
Poi la scuola di tiro contraereo al Poligono Militare di Foce Reno (RA). A fine attività il Capitano Tesolin massacrò tutta la 18° BTR perchè poco soddisfatto.
Venne il momento dei seggi elettorali e la 18°BTR fu impiegata, nella provincia di Udine, a presidiare i seggi.
Successivamente fui inviato a Tolmezzo insieme ad altri Artiglieri della 18°BTR, presso il comando del Capitano Mancini, aggregati agli Alpini di Chiusaforte e Venzone per i Tiri di artiglieria da montagna, in zona Forni Avoltri (UD), E’ stata un’occasione per conoscere Alpini di altri reparti della Julia, sopratutto abruzzesi. Anche in quest’occasione c'era con me l'art. Alpino Birnunzio.
Poi il campo estivo su e giù per la Carnia al quale parteciparono anche gli Artiglieri appena rientrati dal Mozambico,
Personalmente, la maggior parte della naja l'ho passata in Operazione Testuggine nel settore di nostra competenza. E’ stata una bellissima esperienza. Inoltre, io ed altri Artiglieri, siamo stati impiegati presso l'Aereoporto Militare di Rivolto (UD) per il carico di materiale per il Mozambico sui velivoli C-130. Fu emozionante stare in casa delle Frecce Tricolori P.A.N. e ammirarle decollare ed atterrare da vicino.
Ed eccoci all'ultimo servizio armato nel Deposito Munizioni di Usago. la Polveriera.  In quel luogo, il 12 agosto 1993, il caro amico, fratello e compagno di un anno di naja, l’Art. Alpino GianMatteo Birnunzio (Gimmy) di Genova, perdeva la sua giovane vita, in un incidente in servizio a causa dei proiettili cal.7,62nato partiti dal suo F.A.L.-TA-BM59. E' stato un giorno tremendo, non si poteva concludere la naja in modo peggiore.
Il funerale militare si svolse a Genova con picchetto di art. Alpini della 18°BTR ed il Coro della Brigata Alpini Julia.
Mancava poco al giorno del congedo e di tornare a baita e l'animo si alternava tra allegria e nostalgia, i saluti, gli abbracci, le lacrime, gli arrivederci. Molti non li ho più rivisti, con altri ci sentiamo e ci vediamo ancora oggi. Ricordo ancora l'ultima notte, l'ultimo silenzio.
Venerdì 2 settembre 1994, congedo del 9sc.93. Personalmente mi sono congedato con l'amaro in bocca per aver perso un grande amico e per non aver salutato e ricevuto il congedo dal nostro Capitano Marco Tesolin in quanto non presente per motivi di servizio (mi piacerebbe ritrovarlo, se qualcuno avesse notizie …).
Si concluse così un anno di amicizia e di fratellanza. Un anno di sacrifici, di gioie e di dolori vissuti insieme e che ha lasciato nel cuore tanti ricordi belli, straordinari, unici e purtoppo anche tristi. Ma una scuola di vita civile e morale che resterà per sempre con me, un anno in cui ho imparato molte cose.
Uscimmo dalla caserma S. Ten G. De Gasperi fieri, con il nostro cappello alpino, salendo per l'ultima volta sul treno a Casarsa della Delizia (PN).
Concludendo, voglio ricordare anche l’art. Alpino Lupo M.G.E. del 3sc.93. Egli mi ha insegnato molto ed è andato avanti nel gennaio 1994 a causa di un incidente stradale, rientrando da una libera uscita vicino alla caserma. Su quella statale maledetta, altri art. Alpini del Gruppo Udine rimasero gravemente feriti.
Un caro ricordo è per tutti gli Alpini, Ufficiali e Sott. Uff. che insieme a me hanno prestato servizio nel "Gruppo Udine" condividendo tanti momenti. Onore a tutti gli altri Alpini che ne hanno fatto parte.
Viva gli Artiglieri Alpini del "Gruppo Udine" 
Viva la Brigata Alpina Julia "Nomine tanto firmissima"
Art. Alpino Carlo Schito da Torino 9°sc.1993
In riferimento al giornale L'Alpino N°11 del dicembre 2009, a pag. 25 nella rubrica "Sfogliando i nostri giornali" è doveroso evidenziare che è stato pubblicato un breve ma significativo trafiletto scritto dall' Art. Carlo.
Attivissima penna nera anche dopo il congedo, è ora anche tra le fila della Protezione Civile e con il suo cappello del Gruppo "Udine" presta dove necessita il suo aiuto.
Quella che segue è la testimonianza scritta di suo pugno sul giornale del suo Gruppo Alpini di Alpette, Sez. di Torino.



     Protezione Civile, ma sopratutto ALPINI !

E' il 6 Aprile 2009, quando, appresa la notizia della tragedia che ha gravemente colpito i Fratelli Abruzzesi, come insegna il "Valore Alpino", mi rendo immediatamente disponibile a partire per i soccorsi.
Mentre attendo il via a partire, non riesco a non pensare alla grave situazione e alle condizioni di quella povera gente e così, mi passa per la testa una bella idea. Con un giro di telefonate, aiutato dalla mia amorosa Cristina, riesco a reperire in tempi brevi moltissimo materiale di prima necessità e non solo da offrire alle persone colpite dal sisma, supportato dal Vice Presidente Alpino Piero Berta, e da tutto il Direttivo del Gruppo Alpette.
Arriva il momento di partire, e la destinazione: Paganica (AQ), paese fortemente colpito dal sisma e completamente sfollato, e arrivano gli ordini di consegna degli aiuti umanitari presso il campo di soccorso A.N.A. sezione Abruzzo.
Alle porte del paese ad attenderci con apprensione c'è il Fratello Alpino D'Alfonso, un uomo piccolo ma temprato come l'acciaio, che con un grande slancio di affetto, appena sono sceso dal camion, mi ha abbracciato come un figlio, dicendomi: " Fratelli Alpini meno male che siete arrivati ! " Ci guardiamo fissi negli occhi con forte emozione e quell' abbraccio e quello sguardo fiero e azzurro, li porterò con me tutta la vita.
Lo scenario intorno era tremendo. Raggiungiamo il Campo degli Alpini con il cuore triste per la distruzione che c'era intorno, ma quando i miei occhi hanno avuto modo di vedere Anziani, Donne, Bambini che fanno la fila per la colazione il mio cuore ha solo posto per le lacrime e il dolore. Ci presentano all' artigliere Alpino Capannolo Ornello Consigliere Nazionale e ci offrono la colazione.
Noi ci mettemmo in fila per prendere la nostra razione, ma gli ospiti del campo, nonostante le grandi difficoltà insistettero nel farci passare avanti dicendo: " Alpini ! passate prima voi a fare colazione, arrivate da Torino ne avete bisogno, state lavorando per noi, grazie Alpini! Con profondo imbarazzo passiamo avanti, una Santa tazza di caffè e latte bollente in quella fredda mattina, la ricordo come una carezza in viso data da ognuna di quelle persone che aspettavano in fila con "Pazienza e Dignità".
Subito ci mettiamo al lavoro, scarichiamo il camion, dividiamo ordinatamente gli aiuti in base alla tipologia e, insieme ai Fratelli Alpini Abruzzesi, approntiamo con i primi aiuti il magazzino del campo A.N.A. Sez. Abruzzo (che oggi, grazie all'impegno e la volontà degli Alpini Abruzzesi sembra un grande supermercato diviso per corsie, Bravi Fratelli Abruzzesi !!) il nostro lavoro e il loro "VIVERE" è accompagnato dalle scosse di terremoto che fanno tremare non solo la terra, ma anche l'anima di quella povera gente.
Ultimati i lavori raggiungiamo il campo della Regione Piemonte a Barisciano (AQ) per dare una mano e riposare un po' poi grazie all' Alpino Moretta, Capogruppo di Cavoretto, e alla sua compagna Angela, pranziamo al campo per poi rientrare " a baita " con il magone e il dolore nel cuore.
Altre volte sono tornato in Abruzzo in altre località, e sono tante le persone che ho incontrato e reincontrato: sfollati, pompieri, volontari, provenienti da tutta Italia. Con alcuni siamo rimasti in contatto sopratutto con gli Alpini, molte cose ho visto e molte cose sono accadute in diversi giorni in Terra abruzzese, talmente tante cose che potrei riempire pagine e pagine, ma una cosa voglio dire a tutti quelli che cercano di screditare i Volontari, che io sono orgoglioso di essere Volontario ALPINO ! Andando in Abruzzo è vero che sono stato pagato, anzi " Ripagato " ,non con il denaro, ma con la riconoscienza, l'amore, con l'aiuto che ho potuto donare alle persone disagiate, con gli abbracci ricevuti e donati, con le parole scambiate con i " Veci " del luogo nelle notti stellate delle montagne abruzzesi, ho anche ritrovato un caro amico abruzzese dopo 15anni con cui ho condiviso le fatiche Alpine nel "Gruppo Udine Julia" è stata un emozione indescrivibile e unica ...tutto questo non è possibile comprarlo con nessuna moneta e vale più di qualsiasi paga,
E poi lasciatemelo dire con un pizzico di presunzione che: possono esistere mille associazioni che aderiscono al programma di protezione civile ma dove arrivano gli ALPINI il segno lasciato è unico, indelebile.(un Alpino riuscirebbe a far nascere un roseto nel cemento armato, perchè nelle sue opere ci mette l'amore e la tenacia e poi gli Alpini Y' bôn a fe' tüt)
Lasciando l'ultimo campo dove ho prestato servizio (S. Giacomo dell'aquila) ho lasciato un ricordo di noi Alpini,e in particolare del nostro Gruppo, un cartello con su scritto....."Trovaste l'orrore e Vi sostenne l'amore"......(la stessa frase che si trova su una targa dell' A.N.A. posta sulla diga del Vajont dove prestai Giuramento Solenne con il 16°rgt Belluno in occasione dei 30anni dalla tragedia) e sotto la scritta Gruppo Alpini To-Alpette Sez. di Torino.
Forza Alpini rimaniamo sempre uniti e compatti " In adversa ultra adversa " nel nome delle antiche tradizioni del nostro Corpo. Viva gli Alpini. CARLO SCHITO