VOCI DALLA NAJA
*NOTTE DI NATALE*
di  Daniele  Serg. magg. della 17^ BTR. nel 1975/76
La neve scendeva abbondante e lieve nel silenzio della notte della vigilia di Natale, lui se ne stava pensieroso, meditando fra sè e sè che era l’ultimo servizio in quel reparto e che da lì a poco il destino l’avrebbe portato altrove, aveva ottenuto il rinnovo della ferma per un altr’anno, ma qualcuno molto in alto aveva deciso che il sergente non dovesse rimanere al gruppo, un po’ se l’aspettava in quanto, fin dal primo momento, l’arrivo del nuovo c/te di gruppo non si era presentato sotto una buona stella: poche parole erano state sufficienti per capire che l’aria era cambiata (di questo poteva ringraziare il Gringo) ed ancora non conosceva la nuova destinazione, sperava di avvicinarsi un po’ a casa, ma non dipendeva da lui decidere ed una vocina gli sussurrava che il nuovo “direttore della baracca” aveva sicuramente smosso le proprie conoscenze per spedirlo ancora più lontano!
Il sergente aveva provato a chiedere al Gringo 2 o 3 giorni di licenza, ma come risposta aveva ottenuto un grugnito ed un’occhiataccia, tra breve si sarebbe comunque liberato dalla presenza del Gringo e la prospettiva gli dava un po’ di sollievo, gli era stato chiesto di prestare servizio la notte della vigilia come Sott.le di ispezione, visto che era l’ultimo Natale al reparto, aveva deciso di non insistere con la licenza e fare un favore ad un collega.
Erano circa le 19.00, aveva lasciato all’entrata l’Uff.le di picchetto per d’intraprendere un giro per la caserma, convinto che era meglio farsi vedere in giro piuttosto che starsene all’entrata sotto l’occhio di tutti (a cominciare dal cap. d’ispezione), passò vicino alla mensa truppa con la certezza che fosse semivuota, con soltanto gli ultimi ritardatari impegnati a chiacchierare; invece con sua grande sorpresa, notò le tavole apparecchiate in maniera eccellente, non ne capiva la ragione poichè l’ora della cena era passata da un bel po’. Entrò nei locali della cucina e si diresse verso il Sott.le addetto alla mensa: era in buoni rapporti con la maggior parte dei Sott.li del reparto, per questo gli dispiaceva tanto andarsene …. se non avesse mai incontrato il Gringo !!!
Lo trovò impegnato nel controllo dei preparativi, guardando verso la mensa vide panettoni e bottiglie di spumante che occhieggiavano invitanti sui tavoli, di solito tali prelibatezze erano riservate per il pranzo di Natale e non per la cena della vigilia, poichè nessuno lo aveva informato in merito, si avvicinò e chiese: «La cena deve ancora iniziare?». L’altro lo guardò come se gli avesse rivolto una domanda sciocca e replicò: «Certo! Si cena alle 22 perchè deve arrivare il c/te di Brigata!». Per il Sott.le d’ispezione la risposta fu come ricevere una doccia fredda: non bastava essere di servizio in quella notte con neve e freddo, ci mancava pure l’arrivo del generale c/te !!!
Nella sua mente si susseguivano alcuni pensieri: guardia da schierare alla perfezione; non poteva sfuggirgli neanche un capello; non poteva permettersi di ricevere rimproveri per alcun motivo, il generale era da poco al comando brigata e “radio naja” ne parlava come un cultore della rigida disciplina, se avesse notato qualcosa fuori posto nella guardia sarebbero volati giorni di punizione; tutto doveva essere perfetto ... Tornò in fretta al corpo di guardia per parlare con l’uff.le di picchetto, un giovane sbarbato da poco arrivato al reparto, per inciso anche tra gli uff.li vigeva il principio «chi tardi arriva male alloggia», ovvero gli ultimi arrivati erano assegnati in servizio nelle principali festività, mentre gli anziani se ne andavano in giro, anche per questo motivo che avevano messo d’ispezione lui, sergente anziano, per sopperire ad eventuali carenze del bocia S.Ten.
Scambiò con lui due parole sulla notizia appena ricevuta e venne così a conoscenza che il S.Ten l’aveva saputa un’ora prima, solo … si era dimenticato di informarlo! Il sergente lo guardò con un’aria di commiserazione chiedendosi se il bocia S.Ten. avesse idea di ciò che lo aspettava e … non solo quella notte! Chiamò l’adunata della guardia per un controllo alle divise ed alle procedure. Il capo-posto arrivò di corsa con tutti i componenti della guardia (esclusi i tre già di turno) e li fece schierare a fianco dell’entrata, ci furono alcuni presentat-arm e l’ispezione alle divise, soliti richiami e disposizioni, infine fece rientrare al caldo gli artiglieri i quali erano un po’ nervosi per dover restare di guardia al reparto, proprio la notte di Natale, invece di andarsene a casa!
Il sergente riprese il suo giro sperando di poter assaporare un po’ di tranquillità prima dell’arrivo del Generale, passò vicino alle camerate illuminate: ben pochi erano usciti con quel tempo e la neve continuava a scendere ricoprendo le stradine interne della caserma, era sua intenzione dirigersi verso le scuderie per accertarsi che anche lì tutto fosse in ordine, ma nel passare davanti alla porta delle camerate udì delle urla, sperò che fossero solo grida di allegria, ma una volta entrato si trovò dinnanzi ad una scena ben diversa: il solito bocia ubriaco ed i soliti anziani che ne approfittavano per farlo arrabbiare (oggi lo chiameremmo “nonnismo”), a quel tempo tali comportamenti si ripetevano spesso. Il Sott.le d’ispezione entrò spalancando la porta giusto in tempo per dividere due che si stavano azzuffando, alla vista del sergente tutti ammutolirono ed il silenzio fu totale: l’arrivo inatteso del Sott.le poteva significare solo una conseguenza : giorni di punizione per tutti !!!
Il Sott.le faticò a mettere sull’attenti tutti i presenti, urlando rimproveri a coloro che sembravano più colpevoli di altri, il bocia, ubriaco com’era, non si rendeva conto della situazione ed il sergente fu costretto a trascinarlo fuori di peso, lo stava spingendo per accompagnarlo verso il corpo di guardia quando, da un angolo, spuntò il capitano d’ispezione….. proprio ciò che avrebbe voluto evitare! L’Uff.le guardò entrambi, poi chiese spiegazioni, dopo aver sentito il rapporto del sergente, dispose che l’artigliere ubriaco fosse portato in CPR a smaltire i fumi dell’alcool, quindi si avviò verso le camerate della batteria da dove era nata la disputa, per accertare i fatti.
Il sergente accompagnò l’artigliere ubriaco fino al corpo di guardia e lo chiuse in cella, chiamò il c/le di giornata della sua batteria per fargli portare un materasso ed una coperta, poi riprese il suo giro, nel frattempo pensava: niente male come notte della Vigilia di Natale: il generale in arrivo (il che significava che anche il c/te di gr e i c/ti di btr sarebbero stati presenti), una zuffa in camerata sedata giusto in tempo prima he succedesse il peggio, la notte gelida e la neve che continuava a scendere. Una notte davvero poco magica!
Passo dopo passo, mentre ancora i fiocchi di neve volteggiavano leggiadri nel buio della sera, il Sott.le arrivò infreddolito alle scuderie dove i muli, invece, si trovavano caldo, infatti d’inverno potevano sdraiarsi su comode lettiere di paglia, l’artigliere di servizio lo salutò e poi continuò a pulire e tenere in ordine lo spazio tra le due fila dei quadrupedi, fino al mattino non c’era altro da fare! Il sergente proseguì fino in fondo per poi aprire la porta dell’alloggio, una piccola stanza dotata di stufa a legna ove gli artiglieri di servizio potevano riposare e stare al caldo tra un turno e l’altro, vide che erano seduti attorno al tavolo e chiacchieravano tranquillamente, raccontandosi con nostalgia delle fidanzate lasciate a casa, pazienza, nel futuro avrebbero avuto sicuramente dei Natali migliori!
S’incamminò verso il cancello carraio per controllare la sentinella: per regolamento avrebbe dovuto farsi accompagnare dal capoposto, ma non era il tipo da formalizzarsi troppo, gli artiglieri lo sapevano ed a meno che non avessero fatto qualcosa di grave, il sergente si limitava a qualche buona sfuriata e raramente scriveva biglietti di punizione. La sentinella lo scorse e diede l’alto-là prescritto, poi lo riconobbe e si tranquillizzò, dopo aver scambiato qualche parola di circostanza, ognuno proseguì nel proprio compito.
Quasi non si era accorto che erano già le 21.00, immaginò che il c/te di brigata fosse in arrivo, si diresse verso l’entrata principale e notò l’uff.le di picchetto innervosito per la sua assenza, il Sott.le pensò: «Ahi!, il solito bocia imbranato e nervoso!», si girò e vide che arrivava l’auto del Generale, la guardia si schierò per rendere gli onori. Non nevicava più, dopo i soliti convenevoli, il generale ed il c/te di gruppo si diressero verso gli uffici del comando gruppo, la guardia rientrò e la tensione d’incanto si placò.
Il personale si avviò verso la mensa ove stava per iniziare la cena, il Sott.le sentiva i morsi della fame, ma di farsi vedere a mensa con tutti gli alti gradi non se la sentiva proprio, disse all’Uff.le di andare per primo e si rifugiò nel suo alloggio al corpo di guardia: lì, almeno, sarebbe stato tranquillo ed al caldo.
La cena si protrasse fino quasi a mezzanotte, sebbene avvertisse i morsi della fame evitò di recarsi alla mensa, la troppa confusione gli aveva sempre dato fastidio e la presenza di tutti quegli ufficiali del gruppo gli faceva preferire di starsene lì dov’era, la serata era proseguita senza altri imprevisti, ma non vedeva l’ora che il Generale se ne andasse, magari prima che succedesse qualcos’altro, anzi … qualsiasi cosa !!!
La sua attenzione fu richiamata dal capitano d’ispezione, il Generale stava per uscire, fece schierare la guardia per il present-arm di rito, il c/te di brigata salutò da dentro la vettura che uscì lentamente dal cancello, mentre i fari si allontanavano nella notte, il Sott.le tirò un sospiro di sollievo: finalmente poteva rilassarsi! Salutò gli ultimi ufficiali al seguito e richiuse il cancello. Era Natale anche per lui, ora poteva davvero andare a riposare!
Il Serg.Magg. Daniele della 17^ batteria con l'obice da 105/14