VOCI DALLA NAJA
  
In  quei tempi c’era in ogni caserma un uff.le cappellano, non so ora vista la carenza  di preti, in quel di Gemona nella caserma “Goi P.” entrando a destra c’era la palestra e dietro un piccola chiesa, davanti alla sua entrata erano state poste 2 piante dentro a dei contenitori di terracotta belli da vedere ma fragili, una mattina dell’inverno 1975/76 il cap. cappellano arrivò alla sua “bottega” come ogni mattina ……non riusciva a credere ai suoi  occhi: uno dei 2 contenitori era rotto, quasi distrutto…non riusciva a credere che qualcuno avesse osato tanto….si chinò ad osservare il vaso e non ci volle molto a capire che la rottura non dipendeva da causa umana ma animale,  nelle caserme di TT.AA esistevano solo 2 tipi di esseri viventi: gli uomini e gli animali intesi come muli delle batterie!!!
Il cap. cappellano non era uno dei tanti semplici preti  che giravano nelle parrocchie, tutt’altro era pur sempre un uff.le delle truppe da montagna e nemmeno tanto “domestico”, diceva ciò che pensava e senza giri di parole usando a volte termini un po’ colorati…..era furibondo….era chiaro che il fatto era avvenuto durante la notte e il colpo poteva averlo dato solo un mulo, vista la forma della rottura sul vaso, si incamminò di buona lena verso le  scuderie che si trovavano sull’altro lato della caserma  immaginava già che un  mulo era scappato durante la notte e prima di essere ripreso aveva compiuto il danno.
La mattina alle scuderie era solitamente un po’ sonnolente, si ultimavano le pulizie, si preparava il fieno per  la giornata ecc ecc. insomma tutto prima che arrivassero i graduati delle batterie, a maggior ragione se si trattava della 17°, il suo SCB mica era uno qualunque..nooooo lui era il Gringo e si cercava di evitarlo più o meno come la peste….insomma quella mattina quando i capiposto alle scuderie delle 4 btr someggiate videro arrivare a passo di carica il cap. cappellano  capirono subito che quella giornata era iniziata con i peggiori auspici.
Il cappellano li chiamò a rapporto, tutti lo conoscevano di fama perciò i c/li. capiposto si guardarono bene dal rifiutare , caspita lui era comunque un uff.le sebbene sacerdote e non uff.le d’arma, figurarsi se avrebbero mai pensato a scansarlo, quando furono al suo cospetto si sentirono verbalmente aggrediti, il cappellano era furibondo ed esigeva una risposta immediata alla sua domanda: a quale batteria apparteneva  il mulo che aveva provocato il danno?
Tutti e 4 sapevano bene cos’era successo quella notte: uno dei  muli era scappato inseguito dagli artiglieri ma per riprenderlo avevano dovuto faticare, e non erano riusciti ad evitare che facesse danni, per loro fortuna avevano eluso l’intervento dell’Ufficiale di picchetto o del Sott.le  d’ispezione, evitando così che facessero  rapporto al cap. d’ispezione, il cappellano alla fine della sua sfuriata capì che non avrebbe ottenuto risposta immediata, ma in ogni caso dopo qualche indagine sarebbe riuscito a trovare il colpevole, intimò ai 4 capiposto di contattarlo appena possibile e ne andò in direzione delle 2 palazzine che ospitavano le btr, i c/ti delle btr someggiate lo avrebbero sentito..ohhh se l’avrebbero sentito, era deciso a farsi riparare il danno con le buone o con le cattive, un simile atto non sarebbe rimasto impunito!!!!
I 4 c/li capiposto si guardarono di sottecchi in silenzio, ma era un silenzio paragonabile ad un rumore assordante , nessuno diceva una parola ma sapevano bene che si doveva provvedere  e anche in fretta, il cappellano non era tipo da aspettare molto, inoltre poteva essere utile avere un contatto diretto con i Piani Alti nel momento più opportuno…non si sa mai cosa ci aspetta il futuro, però erano anche coscienti che non potevano farsi la spia l’un l’altro..tanto più se si trattava di frà di naja..mai avrebbero tradito un loro compagno e amico, ma si doveva passare all’azione così si avviarono verso le rispettive scuderie per prendere i dovuti contatti.
*IL VASO*

di  Daniele  Serg. magg. della 17^ BTR. nel 1975/76
 
Un mulo "rimbeccoso"  distrusse il.......
Il cappellano passò in tutte le furerie raccontando i fatti e i c/ti di btr, che avevano ben altro per la testa , se lo videro arrivare come un tornado e non poterono fare altro che ascoltare le sue proteste, sul finire della mattina la sua indagine aveva ottenuto il frutto sperato, aveva scoperto a chi apparteneva il mulo incriminato: la Gigia della 17° !!! Tornò in fretta e furia nella fureria della 17°, senza nemmeno chiedere permesso spalancò la porta dell’ufficio del
cap c/te, il Padrino a 3 stelle  era impegnato con il Gringo,  il campo invernale si avvicinava e l’addestramento incombeva.
Il Padrino quandò si vide entrare il cappellano in quel modo capì che le cose si mettevano male, con il cappellano non era possibile discutere fosse pure suo pari grado, ma quello era il suo ufficio non gradiva certe scene…fece buon viso a cattivo gioco convinto di toglierselo dai piedi in breve tempo, la notizia era arrivata anche alle sue orecchie sebbene non fosse ancora a conoscenza del “colpevole”, il cappellano fece la sua filippica assicurando che il mulo era della 17° perciò la btr doveva riparare il danno, uscì prima che uno dei 2 potesse replicare……il Padrino e il Gringo si guardarono in faccia senza aprire bocca poi il cap. prese la parola “visti i fatti e considerando che è utile trovare la soluzione datevi da fare, trovate un contenitore almeno simile all’altro”, il Gringo girò sui tacchi senza proferire parola, il Padrino era il suo dio e mai avrebbe osato contrariarlo.
All’inizio del pomeriggio all’adunata il Padrino si fece sentire arringando la btr per il fatti della notte, nessuno fiatava sapevano che non esistevano alternative, il danno andava riparato al più presto, dopo di chè invio la truppa ai rispettivi posti, la notizia ormai aveva fatto il giro della caserma e tutti conoscevano i fatti , va da sè che gli sfottò erano di ordinaria amministrazione, pure gli altri c/ti di btr sfottevano un po’ il povero Padrino che non sapeva come difendersi, evitava il circolo uff.li anche solo per il solito caffè di metà pomeriggio, come se non avesse avuto già tante preoccupazioni per la testa ci mancava solo “l’assedio” del cappellano, alla fine della giornata ancora non c’erano notizie del contenitore. La sera in camerata si parlò a lungo, naturalmente parlavano solo i veci, i bocia tacevano perché una simile strategia atta risolvere il tutto non era di loro competenza, se avessero fiatato i veci avrebbero provveduto subito a rimetterli in riga, in pratica avevano tutto l’interesse ad attendere gli eventi, i veci confabularono tra loro a lungo poi diedero mandato ai 3 più “mafiosi” di compiere i passi necessari : il baffo, il rosso e lo sgamato, se in quella caserma c’era qualcuno in grado trovare l’oggetto del desiderio quelli erano loro, nessun’altro sarebbe riuscito nell’ardua impresa.
La mattina dopo verso le 10 il Padrino aveva già ricevuto la telefonata del cappellano che chiedeva notizie in merito, le sue orecchie ancora risentivano delle conseguenze di quella telefonata e il suo umore era pessimo, assieme al Gringo e al sergentino appena entrato (in ritardo il che aumentava  il suo nervosismo) stava esaminando dei documenti quandò sentì bussare alla porta, “meno male -pensò- se bussano non può essere il cappellano”, disse “avanti”, nella stanza entrarono i 3 veci mafiosi  uno di loro il baffo teneva in mano un contenitore per piante così tanto desiderato…il Padrino non credeva ai suoi occhi, il giorno precedente il Gringo, gli uff.li subalterni e il serg. di btr l’avevano cercato invano ma senza esito, facendo quasi la figura degli incapaci, vedere ora l’oggetto in mano ad un semplice c/le lo mandava fuori dai gangheri……ma la situazione era tale che non poteva esternare ciò che gli passava per la testa, pose le mani sul suo volto sconsolato mentre il Gringo e il sergentino si trattennero a stento dalla risata.
Parlò solo il baffo ponendo il contenitore sulla scrivania del Padrino, il gesto sapeva tanto di ironia ma il Padrino fece finta di non capirlo, chiese solo dove lo avevano trovato ottenendo una risposta alquanto generica, rinunciò a ottenere una risposta precisa lasciando liberi i 3, al momento di aprire la porta sentirono solo una parola “grazie”, la voce del Padrino era quasi incrinata…la btr sapeva come ringraziare il suo capitano quando voleva.
Il Padrino prese in mano il telefono e chiamò il cappellano dandogli la lieta novella, sperava di ottenere un sentito “grazie” ma il cappellano sicuro delle sue ragioni nel chiedere la riparazione del danno non diede soddisfazione, borbottò un debole grazie e chiuse la comunicazione, aveva evitato che la sua chiesa avesse un elemento di disturbo nell’arredo e tanto gli bastava.
Il contenitore dopo circa 15 minuti dalla visita dei 3 nell’ufficio del Padrino era già stato posto davanti all’entrata della chiesa, ci mancò poco che i 3 lasciassero anche un cartello “dono della 17° btr°”……nessuno seppe mai come e dove fosse stato trovato ……quei 3 agivano sempre nel massimo segreto !!!!!!!!!