VOCI DALLA NAJA
  
*  I PERCUSSORI  *
del Serg. Magg. Daniele
17^ BTR. nel 1975/76
Il sergente stava per iniziare la sua prima scuola tiro al reparto, gli sembrava tutto incredibile, era giunto al Gruppo da meno di 2 mesi e ora stava per iniziare la sua avventura in un reparto della mitica art. da montagna, ricordava da bambino di avere visto sfilare, lungo la statale sotto le finestre di casa, gli alpini con i  muli carichi dei vari pezzi dell’obice.…era stato uno spettacolo incredibile ed entusiasmante.
Gli era stato assegnato l’incarico più importante: capo pezzo del 1° obice dello schieramento, da lui sarebbe dipesa la precisione di tutti gli obici del gruppo, una responsabilità non da poco per un sergente appena arrivato al reparto: doveva dimostrare di aver imparato le nozioni base oltre a tutti gli esercizi di “tiro in bianco” fatti al reparto .
Il giorno prima il Gringo (SCB di btr) gli aveva consegnato i percussori “da guerra” da inserire negli obici al momento dell’inizio dei tiri , la sera precedente alla partenza si era preparato il tutto con cura, aveva posto i percussori in un sacchetto sopra il ripiano del suo armadietto, vicino alla camicia da indossare la mattina seguente. Era quasi impossibile dimenticarli …..quasi…, non osava immaginare cosa sarebbe successo in caso di dimenticanza!!!
Al mattino (si fa per dire) la sveglia era suonata molto presto anzi ancora nel buio più profondo, alle 04.00….e la partenza era prevista per le 06.00, 2 ore dovevano essere sufficienti per ultimare le operazioni di carico, la sera prima era stata preparata la colonna e i mezzi (con gli obici agganciati)   erano schierati nel cortile posteriore alla palazzina, restava solamente da caricare i muli sui camion.
Al sergente pareva di vivere in un’altra dimensione, aveva sentito molte storie ma non poteva credere a ciò che stava vivendo.
La sera prima si era messo a letto presto ma non era stato semplice svegliarsi a quell’ora, ancora rintronato dal sonno si era vestito con una certa fretta, fuori nel corridoio sentiva un gran trambusto, sapeva di non poter deludere e che il suo posto doveva essere raggiunto in fretta, immaginava che il Gringo fosse già in giro magari urlando per qualche fesseria mentre il Padrino a 3 stelle sarebbe arrivato solo poco prima della partenza.
Uscì dalla camera assieme a Nunzio (serg. più anziano assegnato alla BCS), gran bravo ragazzo con il quale aveva legato subito e ognuno si diresse verso la propria btr, il sergente raggiunse la scuderia della  17^ e iniziarono le operazioni di carico dei muli sui camion, tutto avvenne nei tempi previsti senza complicazioni di sorta in modo d’aver il tempo di rilassarsi per circa 30 minuti, prima dell’orario di partenza previsto. Nessun reparto poteva anticipare o ritardare la partenza, il rischio era  di intasare le strade della zona.
Alle 06.00 il primo camion della colonna usciva dal cancello per inziare la statale verso Ampezzo Carnia, dopo aver superato il paese si proseguiva per alcuni km fino alla località denominata Cima Corso, ove si sarebbe piazzato l’accampamento del reparto, alcune tende erano già state piazzate il giorno prima da un primo nucleo di artiglieri, ora si doveva terminare l’edificazione dell’accampamento per consentire al reparto di vivere in quel luogo almeno per un paio di settimane.
Le tende furono poste nei luoghi previsti, gli obici schierati all’entrata dell’accampamento sia per una questione di “immagine” sia perché essendoci una guardia fissa i pezzi erano sotto continua sorveglianza,  dopo di che ognuno fu libero di recarsi nella propria tenda per sistemare branda e zaino, c’era tempo tutta la mattina prima del pranzo e, a parte una breve riunione tra uff.li e sott.li per le necessarie istruzioni, il personale fu lasciato tranquillo, la vera attività sarebbe iniziata nel pomeriggio.
Il sergente stava andando verso la zona della mensa, aveva fame e il suo stomaco brontolava, nel breve tragitto incontrò il Padrino e stava proseguendo quando si sentì chiamare :”Ah sergente i percussori da guerra li hai tu vero?”, tranquillo il sergente si girò portando la sua mano sinistra al taschino della camicia……ma lo sentì vuoto…..il cuore iniziò ad andare a 1000…..pose allora le mani sulle altre tasche della tuta mimetica…..erano desolatamente vuote…..davanti a sé il Padrino non diceva nulla ma lo osservava con 2 occhi che non promettevano nulla di buono, il terrore lo prese d’assalto…….all’improvviso ebbe un flash:…rivide il sacchetto dei percussori rimasti sul ripiano del suo armadio in camera, accanto alla camicia che aveva indossato la mattina…..nella sua mente aleggiava una triste domanda: ma come aveva fatto a dimenticarli?……..non riusciva a trovare una risposta almeno plausibile!!!!!!
Non gli rimase che guardare in faccia il Padrino e riconoscere la triste verità “Signornò…. li ho dimenticati in camera”…….e ora la 17^ con cosa avrebbe sparato????, il Padrino anche se giustamente e logicamente incazzato nero, ebbe un po’ di comprensione per il giovane sergente, che privo d’esperienza aveva commesso una dimenticanza imperdonabile, si limitò a dire “ Questa dimenticanza ti costerà cara…..ora va ad avvertire Gringo!!!!”…..il sergente non riusciva a proferire parola…aveva ben capito il significato di  quelle parole, ora veniva la parte più difficile : dirlo al Gringo, sapeva di doversi aspettare una reazione ben differente da quella del Padrino!!!
Si avviò mesto verso il filare dei muli ove sapeva che avrebbe trovato il Gringo,……si avvicinò piano piano….Gringò lo squadrò come si fa per una persona per la quale non si sente una particolare simpatia, anche se era da poco giunto al reparto i sentimenti erano chiari, gli pose la domanda in tono chiaramente seccato, “Accidenti -pensò il sergente- ancora non sa cosa gli sto per dire e ha questo tono, tra 30 secondi cosa dirà?”, lo guardò in viso e disse “Tenente le devo dire una cosa”….Gringo parve intuire il peggio e lo fissò in volto, “ cos’è successo?”…..anche gli artiglieri vicini tesero le orecchie pur senza dare la sensazione di ascoltare, il sergente decise di essere brutale e senza tanti giri di parole “purtroppo ho dimenticato i percussori in camera mia “……..Gringo lo guardò con un misto di delusione e incazzatura, pensieroso perché ora si trattava di trovare il modo di prendere i percussori..chiese :” Il capitano lo sa?”….il sergente rispose “gliel’ho appena detto”…..continuò a guardarlo in viso perché si aspettava qualche urlò……Gringo rimase calmo ma ciò che pensava era chiaro poi aggiunse “ Vai al comando gruppo, so che qualcuno domani deve arrivare sù, fa in modo che recuperi i percussori e ce li faccia avere, poi torna qui perché da questo momento non ti muovi dalla brt!!!”
Il sergente non proferì verbo: si limitò a girarsi andando in direzione della tenda che ospitava il comando Gruppo, sapeva che dietro di sé Gringo lo osservava e intanto pensava a come punirlo adeguatamente….arrivò alla tenda e chiese se qualcuno sarebbe arrivato l’indomani, per sua fortuna la mattina dopo  un collega doveva venire su…, si fece dare il nome e si recò ad un vicino bar per telefonare, per qualche miracolo era al suo posto e gli diede le istruzioni per trovare quanto era necessario alla 17^…..
Verso l’ora di pranzo lo cercò Gringo, “hai trovato il modo allora?”, gli chiese in tono perentorio,  “Certo  -rispose il sergente- domani arriva un collega che sa dove trovare i percussori”, …Gringo lo fissò in maniera di compassione……”Stavolta ti è andata bene ma ti costerà cara, vai a quel bar e prendi una decina di bottiglie, falle trovare sui tavoli della mensa per mezzogiorno, muoviti”…..il sergente riuscì a dire solo una parola “Signorsì”……..poi tornò al bar e ordinò le bottiglie…, si fece prestare una borsa e le andò a porre su ogni tavolo della tenda destinata a mensa degli ufficiali e sott.li del reparto, ovviamente sapeva bene che non se la sarebbe cavata con così poco…..
Il mattino dopo il collega arrivò di buon mattino, il sergente lo stava aspettando all’entrata dell’accampamento contento di avere risolto la situazione, il collega smontò dal mezzo e prima ancora che il sergente avesse il tempo di ringraziare disse ridendo “Beh ovviamente facci trovare qualche bottiglia sul tavolo….”, al sergente non restò altro da fare che avviarsi, dopo avere avvisato il capitano, verso il solito bar che in quei giorni avrebbe fatto buoni affari..
Una simile dimenticanza non sarebbe mai più avvenuta…..gli era costata cara….molto cara!!!!
 
S.M. Daniele capo pezzo del 1° obice 17^ BTR
Artiglieri del "Gruppo Udine" in posa sul 105/14
Altro momento "topico" degli artiglieri del "Gruppo Udine" - a sx in piedi il S.M. Daniele