Il corpo degli Alpini ha avuto origine nel 1872 per difendere il sacro suolo della patria dagli invasori stranieri, bloccandoli già sulla corona delle Alpi.
Data questa particolare caratteristica che vede tali truppe costituite per la maggior parte da persone provenienti da territori montani, o a ridosso di essi, si è sviluppato anche all’interno dei vari reggimenti quello spirito distintivo delle genti di montagna.
La solidarietà, l’impegno, la tenacia, lo spirito di corpo, la fraterna comprensione ed amicizia, la fede cristiana, sono quindi divenuti patrimonio fondamentale ed indissolubile degli Alpini.
Volendo sintetizzare il tutto con una parola: l’ALPINITÀ!
Essere Alpino, portare il cappello con la penna nera, diventa perciò un onore, una ricompensa, un’aspirazione per appartenere ad una CASTA prestigiosa che ha come primo ed unico onere quello di servire il prossimo, la Nazione, il tuo concittadino o paesano, il tuo territorio. E’ una piacevole incombenza che si insinua nel DNA dell’alpino oltre i mesi di naja (anche se ogni tanto dev’essere rispolverata!) e viene portata nella vita civile a servizio della collettività.
Sospendendo la leva e riformando l’Esercito, possiamo permetterci che in Italia sia sospeso anche questo servizio: gratuito per tutta la comunità nazionale?!
Secondo me, l’Alpino del XXI secolo
per essere veramente al passo con i tempi deve proporsi come difensore dei valori, dei suoi valori! caratteristici di questi 134 anni di storia: “armati come siamo di fede ed amore”, nessun tipo di governo pseudo riformista e/o liberista potrà legarci e bloccare le nostre BUONE azioni!
Se così non fosse, se questa causa non venisse perpetrata, allora hanno ragione coloro i quali asseriscono che le truppe da montagna vanno soppresse in maniera definitiva.
Il corpo degli Alpini è come l’acqua di fonte che sgorga limpida e pura dalle montagne, nella sua semplice bellezza è quasi come una creatura indifesa.
Sta a noi preservare questi capisaldi rifiutando categoricamente intrusioni e metamorfosi che dovessero degenerare e strumentalizzare questo immenso bene frutto di generazioni di dovere, altruismo e servizio.

                                     Sten. Gabriele da Conegliano (TV)
DNA   alpino
Nell' Alpino di dicembre 2006 nella rubrica: "Lettere al direttore" a pag.4: troviamo (tra le varie pubblicazioni) la lettera che lo Sten. Gabriele di Conegliano (TV) inviò alla redazione del giornale, con annessa risposta del direttore. Quel testo venne inviato anche al sito del GrUdine che si considera assolutamente in linea con il pensiero di Gabriele. Ne pubblico il contenuto nella sua totale integrità! A lato della lettera abbiamo inserito il ritaglio del giornale L'Alpino.
Grazie Sten. Gabriele, hai saputo sintetizzare a pieno l' alpinità. La riforma delle F.A. eliminò diversi reparti, con tutto quello che ne conseguì. Anche il Gruppo Udine ha avuto questa ingrata sorte!
Questo contributo nel Web lo terrà vivo: unito a tutti gli alpini come Gabriele che ogni giorno continuano a rinnovare l'impegno iniziato nel 1872! Tutta l'alpinità non andrà perduta, anzi.......! E' indubbio però che questa lettera avrebbe meritato una diversa collocazione all'interno dell' Alpino; magari inserendola integralmente nella rubrica: "Zona franca"! Che ne pensate?
Dal giornale L' Alpino di dicembre 2006
Notizia pubblicata il: 18/01/2007