DEMOLIZIONE "CASERMA DE GASPERI"
è finita per davvero ... ... silenzio
Notizia pubblicata il: 21/04/2013
Ultimo atto, i lavori sono iniziati e procedono a passo spedito! La SG Ambient di Trento è approdata sul suolo di Vacile e con i suoi mezzi stà demolendo la nostra vecchia Caserma. L'immagine sopra l'ho scattata dopo solo una settimana dall'inizio dei lavori, ho trovato gli operai che gentilmente mi hanno fatto entrare... la foto parla da sè. Nel web, in Facebook si possono trovare ormai innumerevoli immagini sulla demolizione, ma questa pagina, non intende esser una rassegna di foto tristi e desolanti, chi ha operato alla "De Gasperi" credo sia giusto la ricordi da caserma "operativa" e non come un ammasso di macerie e ruderi.

L'immagine dello scavatore che "ferisce" la Palazzina Comando è la prima foto comparsa nel web, scattata da un Ufficiale che ha operato negli anni '90 a Vacile. L'immagine risale all' 11 marzo 2013: primo giorno sul campo dei lavori. (Si ringrazia la Penna Bianca Antonio Esposito)

Proseguiamo, con le palazzine che ospitavano la 17^ e 18^ Batteria e la BCS.

... per concludere l'immagine del cambiamento, il parco fotovoltaico in fase di realizzazione.

Giorno, dopo giorno fisicamente della "De Gasperi" rimane sempre meno, ma al termine dei lavori ci riaggiorneremo, perchè come ben sappiamo resta da edificare il "cippo alla memoria", per non dimenticare tutti i reparti che hanno operato dalla sua costruzione.
La lapide di "De Gasperi" è stata rimossa e portata in un magazzino comunale al sicuro, in modo da poter esser riutilizzata ed integrata nel cippo alla memoria.
L'immagine è stata fornita dallo S.Ten. Giuseppe, grazie.


Ricordiamola leggendo il testo del C.le Davide B. della BCS, 7° sc. 1992 che ha saputo sintetizzare al meglio un pensiero comune e condiviso da tutti noi. Grazie Davide e tire e tas.
 
"E poi ti svegli un giorno, accendi il pc ed apri Facebook, e ti accorgi che un piccolo pezzo (al quale sei tremendamente affezionato), te lo stanno riducendo in polvere. Allora corri a cercare qualcosa di ancora tangibile di quel pezzo di vita, apri l'armadio, trovi la vecchia scbt, ancora come l'avevi lasciata, oddio, è rimasta la giacca, i pantaloni chissà dove sono finiti, la guardi e i ricordi riaffiorano, la strip col tuo cognome, i gradi, quel cordone rimasto come lo hai lasciato, perfino lo scotch sotto la spallina, per mantenere quel nodo strano è ancora lì. E poi un cappello felpato, che ancora fa prudere la testa quando lo indossi malgrado siano passati 20 anni, all'interno quel paraorecchie che non hai MAI potuto indossare, nemmeno nei giorni più freddi e piovosi, riguardi il rimbecco fatto finalmente dopo i 6 mesi (non prima! guai!!!), ancora con il fregio cucito dalle tue mani (e chi lo crederebbe!). Il foulard con quei due colori che ti riporteranno sempre ricordi quando saranno abbinati e messi vicini, il giallo degli Artiglieri ed il verde del Truppe Alpine. La foto di rito con i tuoi fra, il foulard tricolore con le firme dei bocia rimasti a vedere il tuo congedo. E quel Cappello, quello strano Cappello, una "bombetta" verde che hai forgiato con le tue mani, il tuo sudore e mille altri prodotti (birra, acqua, acqua e zucchero, alcool e magari anche vino, fa da piatto, da bicchiere, da tazza, e da copricapo del resto), con una bella Penna Nera (o marrone o bianca) anche quella maltrattata ma sempre amata, lisciata, pettinata è il tuo simbolo e te lo porterai tutta la vita come un marchio, felice di averlo; poi la nappina (verde! si intende) con quel ferretto strano che più passano i mesi e più si piega, facendo assumere alla Penna un effetto "stanco", ma forse è così "la vecchia è stanca!" si diceva. Poi riprendi le foto, che forse ora non faresti più, nelle pose più strane, perfino da Rambo (faceva figo) e poi vuoi mettere?! E magari in qualche angolo di foto (e di memoria) rivedi quei "maledetti" con gradi più belli dei tuoi, che ti facevano fare cose assurde (che credevi assurde)..."piantone hai pulito il cesso? si? allora pulisci di nuovo!" "ma l'ho appena fatto 5 minuti fa cazzo, giuro non è passata una mosca non può essere sporco, non ser... sissignore pulisco subito" e giù a grattare sapone, poi spazzolone e tira-acqua, che vita ma quando finisce?! Poi arriva il giorno tanto sognato e allora sei allegro, felice, di lasciare tutti sti pazzi in verde (e lo rimpiangerai quel giorno, vedrai), finalmente si torna a casa, senza renderti conto che quei "maledetti" e quel posto piccolo, piccolo che ora sta diventando sabbia, ti hanno visto entrare ragazzino e ti hanno fatto uscire uomo, non uomo per intero, ma l'inizio di quello che diventerà un uomo (con pregi e difetti s'intende). Sono passati 20 (più o meno) ma vederti crollare sotto i colpi delle ruspe, Dio che dolore e che magone!"
Cartellone dei lavori - clicca per ingrandire
Prime fasi della demolizione: la palazzina Comando Gruppo - clicca per ingrandire
La palazzine che un tempo ospitavano la 17^ e 18^ Batteria e la BCS del Gruppo "Udine"
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Realizzazione del parco fotovoltaico
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La lapide di De Gasperi messa in sicurezza
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