6 maggio 1976... quella tragica sera
Notizia pubblicata il: 06/05/2012
Mi è stato chiesto di scrivere qualche parola per introdurre, specialmente a chi non conoscesse le vicende di quei terribili giorni, il contenuto di quella breve raccolta di testimonianze e fotografie che, con il contributo della Brigata Alpina Julia, fu pubblicata in occasione del trentennale del sisma del Friuli.
Non è facile esprimere a parole quello che il cuore vorrebbe dire, proprio perché quando si parla di terremoto del '76, di alpini, di amici, le parole si affastellano nella mente ma muoiono in gola. Tuttavia, ci provo, con l'aiuto di mia figlia, e ringrazio per questo spazio Fabio, il cui contributo al fine di mantenere viva la memoria di quei giorni è davvero lodevole e prezioso.
Il libretto che sfoglierete online è solo un piccolo "estratto" delle numerose testimonianze e fotografie che ci sono pervenute nei mesi che hanno preceduto la sua pubblicazione. Le persone che le hanno inviate hanno pagato un prezzo morale molto alto, rispolverando un dolore ancora vivo nonostante da quel 6 maggio siano passati tanti anni. Per questo approfitto dello spazio che ci viene concesso per ringraziarle: chi ha passato ore sotto le macerie e si è poi salvato ha ovviamente marchiato a fuoco nella memoria un fardello pesante, fatto di lacrime, polvere e morte...quella degli amici e commilitoni che non ce l'anno fatta.
Lo stesso vale per chi scavava per salvarli, per chi piangeva e sperava di rivederli vivi, per chi da casa pregava per un figlio che non ha più rivisto...
Guardare il volto di quei ragazzi in quelle piccole foto ha toccato e continua a toccare il cuore di tutti coloro che hanno conosciuto, o scoprono ora per la prima volta, gli avvenimenti di quella calda, lontana e orribile notte gemonese, nella quale 29 giovani vite sono state spezzate.
Le loro famiglie e i loro amici continuano a ricordare questi ragazzi con un affetto commovente, eleggendoli a simbolo di un connubio che si è ormai cristallizzato nella storia: quello tra il Friuli terremotato e la Julia, tra le persone che avevano perso tutto e quegli alpini e artiglieri che hanno pianto e sudato insieme a loro.
Il luogo mi impone, da friulana, di ringraziarli tutti, insieme alle altre forze dell'ordine ed ai volontari che hanno lavorato instancabilmente con noi in quei giorni.
Oggi il Friuli è diverso, ma non si può dimenticare quella dolorosa pagina che si è scritta nel 1976 ed è con questo auspicio, cioè che la memoria non vada persa, che vi lascio alla lettura de "Alle nove di quella tragica sera".

Mandi

Giuseppina Cargnelutti e Flavia Virilli
Caserma Goi Pantanali: palazzina del Gruppo "Udine" dopo il crollo.
Quello che accadde il 6 maggio del 1976 è cosa nota, già ampiamente trattata nel sito, ma nonostante il tempo passi, il ricordo è ancora vivo. Sono passati ben trentasei anni dal terremoto in Friuli e ventinove penne nere persero la vita a causa del crollo della caserma Goi-Pantanali e quattordici di loro erano in forza al Gruppo "Udine".
In occasione del trentennale è stato pubblicato un libretto, curato dalla Brigata Alpina Julia in collaborazione con la Sig.ra Giuseppina Cargnelutti ed il Col. Claudio Linda.
In questo aggiornamento il nostro sito ha l'onore di pubblicare l'intero libretto; ho colto quindi l'occasione per chiedere a Giuseppina un suo personalissimo intervento.
Moltissime penne nere conoscono il grande spirito, la forza, la determinazione di Giuseppina nell'onorare attraverso il ricordo tutti i nostri soldati che in quella tragica notte persero la loro giovane vita.
Pubblico integralmente l'intervento, ringraziando sentitamente ed alpinamente Giuseppina e la figlia Flavia per il prezioso contributo. Grazie.
Giuseppina è anche amministratore della pagina Facebook intitolata:
"Caserma Goi Pantanali, Gemona del friuli 6 maggio 1976"
la potete trovare al seguente indirizzo:
https://www.facebook.com/groups/103386709698128/
PER  VISUALIZZARE E SCARICARE IL LIBRETTO DEL 6 MAGGIO 1976 CLICCA QUI.