IL CANNONE "BOFORS 40/70"
E LA CENTRALE DI TIRO "CONTRAVES CT/40"
Notizia pubblicata il: 30/07/2011
Quando il Gruppo "Udine" venne convertito in Gruppo di artiglieria contraerea leggera, oltre alla quadrinata Browning, venne dotato del cannone contraereo 40/70. Doveroso ricordare che dal marzo 1992, secondo la moderna concezione dell'Esercito di poter disporre di una difesa contraerei anche per le truppe alpine, il Gruppo Art. da Montagna "Udine" si trasformò nel Gruppo di Artiglieria Contraerea Leggera, con sede operativa a Vacile (PN) presso la Caserma "De Gasperi".
In forza al Gruppo rimasero le storiche Batterie: 17^, 18^, 34^, BCS e la CG.
Tutto ciò fino al definitivo scioglimento il 31 luglio 1995.
Ad ogni due cannoni 40/70, era collegata una centrale di tiro CT/40: i tre pezzi a loro volta venivano alimentati da altrettanti gruppi elettrogeni "Ausonia Auso/Mil".
(le quadrinate Browning erano autonome, in quanto dotate di motore)
La scuola tiri si svolgeva nel poligono militare di Foce Reno, nel ravennate, qui gli artiglieri del Gruppo "Udine" trovano il terreno adatto per addestrarsi nel migliore dei modi.
Qui sotto sono riportate le due schede tecniche rispettivamente del Cannone BOFORS 40/70, e della Centrale di tiro CT/40... ... ... pronti, puntare, fuoco!
Alpinamente ringrazio l'Art. Carlo 9° sc. 1993, 18^ BTR per aver fornito le schede tecniche ed immagini; oltre a quelle inviatemi dal Cap.le Mirko 4° sc. 1994, 18^ BTR. 
SCHEDA TECNICA CANNONE 40/70 IN DOTAZIONE AL GRUPPO UDINE DAL MARZO 1992 AL 31 LUGLIO 1995.

Ditta Costruttrice: BOFORS (SVEZIA).
BREDA, su licenza BOFORS (ITALIA).
GALILEO, su licenza BOFORS (ITALIA).
Periodo di servizio: dal 1955 circa al 1996.
Altre denominazioni: Mitragliera BOFORS da 40/70, Cannone BOFORS L70, GALILEO L70, BREDA L70.
Dati numerici :
- calibro, 40 mm;
- lunghezza complessiva del complesso in batteria, 538 cm;
- lunghezza della canna, 70 calibri pari a 280 cm;
- peso del complesso in batteria:
. 4.570 kg, BREDA-BOFORS;
. 4.970 kg, BREDA-GALILEO;
- peso del complesso al traino:
. 4.800 kg, BREDA-BOFORS;
. 5.200 kg, BREDA-GALILEO;
- settore verticale di puntamento da - 5° a + 90°;
- settore orizzontale di puntamento, 360°;
- velocità di brandeggio in elevazione:
. 45° al sec., BREDA-BOFORS;
. 110° al sec., BREDA-GALILEO;
- velocità di brandeggio in direzione:
. 85° al sec., BREDA-BOFORS;
. 110° al sec., BREDA-GALILEO;
- velocità iniziale, con granata HE e spoletta autodistruggente, circa 1.000 m/s;
- peso del proietto HE con tracciatore (HET) e con spoletta meccanica-autodistruggente 903 gr;

Cannone Automatico BREDA-BOFORS e BREDA-GALILEO da 40/70

- gittata massima teorica sull’orizzonte circa 12.000 m;
- gittata massima utile sull’orizzonte (fino all’autodistruzione) 4.755 m;
- altezza massima teorica di tiro circa 6.000 m;
- altezza massima utile di tiro circa 4.000 m;
- tiro utile c/a fino a circa 4.500 m, normale 2.000/3.000 m;
- celerità di tiro:
. fuoco automatico, 240 colpi al minuto;
. a colpo singolo, 60 colpi al minuto.
Affusto: a piattaforma a crociera con affustino a falso piedistallo e piattaforma con scudi blindati a canestro,
con organi elastici idraulici ed equilibratori verticali a molla.
Caricatore: a tramoggia, con meccanismo spostatore a cremagliera elastica e cucchiaia di caricamento automatica,
alimentato da clips contenenti 4 cartocci-proietto, inseribili successivamente o unibili tra di
loro.
Il BOFORS da 40/70, di progettazione e realizzazione svedese, venne inizialmente acquisito dall’Esercito Italiano intorno al 1955 e successivamente venne costruito su licenza in due differenti versioni dalla BREDA (BREDA-BOFORS da 40/70) e dalla GALILEO (BREDAGALILEO da 40/70).
Meccanicamente identico al 40/56, tranne che per la sistemazione degli equilibratori meccanici a molla (verticale nel 40/70), e per la bdf più lunga, che consentiva al medesimo munizionamento di raggiungere una Vo di circa 1.000 m/s, a differenza del predecessore, il pezzo L70 nasceva già dotato di dispositivi elettroidraulici che permettevano sia l’asservimento a una centrale di tiro (comando distante), che il brandeggio da parte di un solo puntatore, quello in elevazione posto a sinistra del pezzo, mediante una “cloche” di comando, la quale agiva su dei sincromotori e pompe elettroidrauliche dei congegni di punteria (comando locale).
L’energia elettrica veniva fornita da un gruppo elettrogeno esterno, ed in caso di avaria il puntamento avveniva manualmente grazie all’azione dei due puntatori, uno per la direzione (quello di destra), e l’altro in alzo (quello di sinistra, che era anche tiratore), sulle apposite manovelle.
I congegni di puntamento, inizialmente erano costituiti da due collimatori a riflessione per il puntamento diretto, sia per il tiro terrestre che per quello contraerei, con griglie circolari.
Successivamente vennero sostituiti con degli altri, di costruzione GALILEO, dotati di due griglie, una ellittica, basata sulla velocità apparente del bersaglio aereo, e l’altra iperbolica per il puntamento diretto contro bersagli terrestri e/o navali sia fermi che in movimento.
Per L70 furono sperimentate diversi tipi di centrali (la f.90 e la CT/40-D) fino all’adozione, intorno al 1961, della centrale di tiro elettronica e radar tiro di sezione CT/40-G della CONTRAVES, che asserviva due cannoni.
Da notare che la versione costruita dalla GALILEO, nota come BREDA-GALILEO da 40/70, differiva dal BREDA-BOFORS essenzialmente per la sistemazione del telecomando e dei servomotori, che erano tutti portati sulla piattaforma dell’affustino, anzichè all’interno della testata della crociera d’affusto (i servomotori) e all’esterno del pezzo (il telecomando).
Si trattava degli stessi congegni riciclati che avevano equipaggiato il 90/53 mod. ‘39.
In entrambe le versioni ha equipaggiato, unitamente al cpls. quadruplo M. 55, alla centrale di tiro CT/40-G ed ai radar AN/TPS-1E, e, successivamente, LPD/20-J (l’insieme è noto come Sistema d’Arma L70) i reggimenti di Artiglieria c/a leggera fino alla loro trasformazione in reggimenti missili a corta portata SKYGUARD.
Meccanicamente e balisticamente affidabile è praticamente rimasto senza sostituto; da notare che una versione proposta dalla BREDA e dalla GALILEO, dotata di sistema di puntamento autonomo sia optronico che radar, di affusto autolivellante e gruppo elettrogeno posto sull’affusto, dopo una sperimentazione effettuata verso la fine degli anni settanta, non ha avuto alcun seguito, così come il tentativo di asservire il pezzo alla centrale di tiro SKYGUARD, o quello di ricavarne un semovente su scafo LEOPARD 1.
Aveva a disposizione un’ampia gamma di munizioni, HE, HET e AP, con spolette di vari modelli a percussione extra sensibile ed autodistruggenti.
Da notare che questo materiale è ancora utilizzato come armamento principale contraereo e contro missile sulle torrette binate da 40/70 del sistema DARDO su alcune unità principali della nostra Marina Militare.
Il gruppo elettrogeno Ausonia Auso/Mil
Complesso di Rilevamento e Calcolo CONTRAVES CT/40-G e G-MIR (con radar tiro RTAG – 150)


I pannelli di controllo del CT/40-G MIR; si notano i due schermi per la visione A/R e P.P.I./R.H.I.

Ditta Costruttrice: CONTRAVES (ITALIA).

Periodo di servizio: dal 1961 circa al 1997.

Altre denominazioni: Centrale di tiro c/a CT/40-G e G-MIR.

Dati numerici (riferiti al munizionamento da 40/70 con spoletta autodistruggente e a percussione) relativi al
calcolatore (o centrale propriamente detta):

- distanza presente (teorica di tiro sull’orizzonte con Vo = 985 m/s):
a) minima, 200 m;
b) massima, 9.500 m;
- sito presente, da - 100°° a + 1500°°;
- inclinazione totale (inclinazione futura), da - 200°° + 1500°°;
-velocità del bersaglio:
a) orizzontale misurabile, da 0 a 460 m/s (1.656 km/h);
b) verticale misurabile, da + 118 m/s (cabrata) a - 360 m/s (picchiata);
c) accelerazioni orizzontali e verticali misurabili (componenti cilindriche), fino a ± 32 m/s2;
-possibilità di inserire nel calcolo dei dati di tiro le correzioni dovute al vento, alla densità dell’aria, alla variazione di Vo dei pezzi, alla temperatura delle cariche, al peso del proietto e all’errore di parallasse (± 75 m in quota, e fino a 300 m dai pezzi);
-calcolo dei dati di tiro basati sull’ipotesi di variazioni lineari nei parametri di volo del bersaglio (moto uniforme a V = cost.);
-possibilità di calcolare la posizione del punto futuro con variazioni irregolari dei parametri di volo (considerando un moto uniformemente accelerato, A = cost.), e possibilità di eseguire il tiro sia in asservimento totalmente ottico, che totalmente radar che misto;
-personale addetto al suo funzionamento, 3 specializzati, con esclusione del comandante di sezione.

Dati numerici principali relativi al radar tiro propriamente detto, RTAG - 150, e della colonnina di puntamento, PTRD :

-distanza di scoperta:
a) minima, 0 m;
b) massima, oltre 50 km;
-distanza massima di inseguimento automatico, 40 km;
-sito misurabile:
a) minimo, - 100°°;
b) massimo, + 1.500°°;
- frequenza di funzionamento (portante), 9.375 MHz ± 30 MHz;
-lunghezza d’onda, 3,2 cm;
-durata degli impulsi, 0,3 millisecondi;
-frequenza di ripetizione degli impulsi (modulante), 2,082 kHz;
-potenza di picco irradiata, 150 kw;
-potenza media irradiata, 140 w;
-apertura orizzontale del lobo di emissione:
. in ricerca, a dipolo rotante, 81°°,8 ( 4°.36’);
. in inseguimento, a dipolo fermo, 39 °°,1 ( 2°.12’’);
-massima velocità radiale di acquisizione :
a) in direzione, 2.000°°/s;
b) in sito, 700°°/s;
-massima accelerazione radiale di acquisizione:
a) in direzione, 2.000°°/s2;
b) in sito, 700°°/s2;
- campo in direzione, 6.400°° (360°).
COMPONENTI:

- centrale propriamente detta , o “calcolatore CLTG 01”; -colonnina di punteria elettroassistita, “PTRD”, corredata di cannocchiale di puntamento, ghiera goniometrica ed antenna radar;
- radar tiro ad impulsi RTAG - 150;
-cassetta di comando e segnalazione, CTLG 03;
-carro rimorchio a biga sul quale sono assemblati calcolatore, radar e colonnina di puntamento;
-collegamenti dati:
. elettrico tra colonnina di punteria, radar e calcolatore;
. elettrico tra telecomandi dei pezzi (2 L 70) e calcolatore;
. elettrico tra calcolatore e cassetta di comando e segnalazione del Cte di sezione;
-un gruppo elettrogeno esterno.
La centrale CONTRAVES CT/40-G ed il relativo radar tiro vennero specificatamente realizzati per sfruttare al meglio le caratteristiche di funzionamento balistiche ed elettromeccaniche del cannone BOFORS da 40/70 e derivati che era già stato adottato dal 1955.
Realizzata già a partire dalla fine degli anni 50, ed acquisita a partire dal 1961, derivava da un precedente prototipo, la CT/40-D, e altro non era che l’evoluzione della precedente f. 90 Bt, della quale ne ricalcava i principi di funzionamento, riunendo su di un unico rimorchio biga il calcolatore (o centrale propriamente detta), la colonnina di puntamento ed il radar tiro ad impulsi.
Il personale addetto al suo funzionamento veniva così ridotto a soli tre specializzati per turno di funzionamento; un operatore elettronico addetto alla centrale, un altro (puntatore) addetto alla colonnina, e uno addetto al gruppo elettrogeno.
Al calcolatore confluivano i dati di direzione, distanza e sito presenti provenienti dal radar (distanza) e dalla colonnina (direzione e sito), dove il puntatore, posto su di un seggiolino accanto all’antenna, controllava, tramite un cannocchiale a gomito, il puntamento (in direzione e sito) effettuato dal radar, con la possibilità di eseguire direttamente la collimazione in caso di disturbo o di avaria del radar.
I dati corretti confluivano nel calcolatore elettronico e da qui convertiti in dati di tiro e smistati ai pezzi; in caso di assenza del radar (solo diurno) il calcolo si basava sulla velocità radiale di brandeggio della colonnina elettroassistita e, su ordine del “direttore del tiro” (Comandante di sezione), l’operatore alla centrale poteva passare da un’estrapolazione “lineare”, basata sulla ipotesi di volo rettilineo a V = cost, a quella “quadratica”, basata sull’ipotesi di volo rettilineo a A = cost, nel caso di rotta non lineare del bersaglio.
Il passaggio dall’estrapolazione “lineare” a quella “quadratica” poteva essere comandata direttamente dal Cte sz., tramite la cassetta di comando e segnalazione, e tramite la stessa, trasmettere a centrale e pezzi il segnale di allertamento ed il comando di fuoco sia a colpo singolo che automatico ( telecomandato direttamente dal Cte di sez.).
La trasmissione dei dati e dell’ordine di fuoco avveniva, attraverso cavi elettrici multipolari, direttamente ai congegni di punteria dei cannoni a mezzo di telecomandi eletroidraulici.
Il direttore del tiro poteva comunque sempre controllare i dati in entrata ed in uscita dal calcolatore mediante degli appositi strumenti analogici posti in vari cassetti sul carro biga della centrale.
L’operatore alla centrale disponeva di due indicatori costituiti da due tubi catodici, uno funzionante in modo “A” e “R”, e l’atro in “P.P.I.” e “R.H.I.” (*), e ciò permetteva di utilizzare il CT/40-G anche come radar di ricerca e sorveglianza sia settorialmente (rappresentazione R.H.I.), delimitando il settore sia in sito che in direzione, che sui 360°, utilizzando una scansione in sito detta “elicoidale” (rappresentazione P.P.I.), variando con continuità l’inclinazione dell’antenna dal minimo al massimo dell’escursione meccanica.
La CT/40-G era predisposta per funzionare ogni tempo nelle seguenti modalità:
-rilevamento solo radar (di notte e diurno);
-rilevamento misto ottico-radar (solo diurno);
-rilevamento solo ottico (solo diurno).
Il controllo tattico per l’assegnazione dei bersagli avveniva in fonetico manuale; il Comandante di sezione riceveva dal LAACC/PC di btr. la direzione e la distanza della traccia e quindi dava ordine agli operatori in centrale ed in colonnina di effettuare la ricerca,
ingaggio e l’inseguimento del bersaglio; il calcolo dei dati di tiro iniziava non appena questi si trovava al di sotto dei 10.000 m di distanza presente, e l’azione di fuoco poteva iniziare al di sotto dei 5.000 m.
L’apparato, interamente valvolare, analogico ed elettromeccanico non disponeva di una apparecchiatura IFF/SIF, in quanto di norma doveva essere utilizzato come radar tiro, e l’utilizzo per la sorveglianza doveva essere considerato eventuale ed eccezionale, essendo asservito ad un radar per il controllo tattico AN/TPS-1E (in fonetico manuale).
L’apparato, come tutto il sistema L70, rimase pressochè invariato fino alla metà degli anni ottanta, quando si decise l’acquisizione di uno “shorar” (short range radar), l’ LPD/20-J, digitale di prima generazione, e dotato di IFF/SIF in “modo 3 e 4” (**), come apparato di sorveglianza per le batterie c/a leggere.
Per l’utilizzo di tale apparato venne realizzata una particolare cassetta di integrazione che permetteva di visualizzare sull’indicatore P.P.I./R.H.I. del CT/40-G la traccia assegnata dal P.C. di batteria/LAACC alla sezione pezzi.
Gli apparati così modificati assunsero la denominazione di CT/40-G-MIR (migliorato ed integrato radar), e, teoricamente, avrebbero dovuto risolvere il problema del controllo tattico automatizzato sulle sezioni da 40/70.
Purtroppo, per motivi causati dall’obsolescenza del CT/40-G e dalle caratteristiche di funzionamento del radar LPD/20-J, tale soluzione si è nel tempo rilevata un “italico rattoppo”.
Le centrali modificate, come tutto il sistema L70, rimasero in servizio fino al 1997, quando i reparti leggeri furono trasformati in unità o a “cortissima portata”, su SIDAM e/o STIGER, o missili a “corta portata” SKYGUARD-ASPIDE.
Alcuni sistemi L70 sono comunque ancora in servizio con le Forze Armate Maltesi, alle quali sono stati ceduti nell’ambito degli accordi di mutua assistenza tra ITALIA e MALTA.
Nota (*):
l’indicatore tipo “R” indica, a differenza del tipo “A”, il probabile errore che si può commettere nella lettura della distanza del bersaglio; di fatti appare una base dei tempi corrispondente sul CT/40-G alla lunghezza di un kilometro e due picchi di tensione; più questi sono distanti tra di loro, maggiore è l’errore che si potrebbe commettere in distanza e quindi in angolo di tiro dei pezzi (quando coincidono l’errore è ridotto al minimo).
Su quest’apparato le due rappresentazioni “A” e ”R” erano presenti contemporaneamente sullo stesso tubo (R nella fascia superiore e A nella fascia inferiore).
La rappresentazione R.H.I. (range - height indicator), simile alla P.P.I., ma fuori centro rispetto allo schermo, permette la lettura della distanza e della quota su di un piano verticale rispetto alla posizione del radar; in questo apparato veniva utilizzata quando si effettuava la ricerca settoriale.
Nota (**):
il sistema IFF/SIF in “modo 4” è concettualmente simile al “modo 3” (vedasi scheda tecnica n° 27) si basa sulla
trasmissione da parte del radar di un codice numerico o alfa numerico di 4 cifre.