S. Barbara del Botticelli sec. XI°
S. Barbara di Cosimo Rosselli sec. XI°
Barbara, santa martire. Esistono molte redazioni in greco e traduzioni latine della sua passione. Trattasi però di narrazioni leggendarie, il cui valore storico è molto scarso, anche perchè vi si riscontrano non poche divergenze.
Il suo martirio è posto sia sotto l'impero di Massimino il Trace (235-238), quello di Massimiliano (286-305),  e di  Massimino Daia (308-313). Sul luogo di origine poi, non c'è concordanza: si parla di Antiochia, di Nicomedia, di Heliopolis città della Paflagonia. Nelle traduzioni latine, la questione si complica, perchè per alcune di esse Barbara sarebbe vissuta in Toscana. Ci troviamo dinanzi ad una martire che il cui culto, fu diffuso fin dall'antichità, tanto in Oriente che in Occidente. La leggenda poi, fu arricchita di particolari fantastici, come del resto la sua iconografia.
SANTA  BARBARA
4 DICEMBRE - PROTETTRICE DELL' ARTIGLIERIA
Il padre di Barbara, fece costruire una torre per rinchiudervi la bellissima figlia richiesta in sposa da moltissimi pretendenti. Ella, però, non aveva intenzione di sposarsi, ma di consacrarsi a Dio.
Prima di entrare nella torre, non essendo ancora battezzata e volendo ricevere il sacramento della rigenerazione, si recò in una piscina d'acqua vicino alla torre e vi si immerse tre volte dicendo: "Battezzasi Barbara nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". Per ordine del padre la torre doveva avere due finestre, ma Barbara ne volle tre in onore della S.ma Trinità.
Il padre pagano, venuto a conoscenza della professione cristiana della figlia decise di ucciderla, ma ella, passando miracolosamente fra le pareti della torre, riuscì a fuggire.
Nuovamente catturata, il padre la condusse davanti al magistrato, affinchè fosse tormentata ed uccisa crudelmente. Il prefetto cercò di convincere Barbara a recedere dal suo proposito, ma non avendo successo ordinò di tormentarla avvolgendole tutto il corpo in panni rozzi e ruvidi, tanto da farla sanguinare da tutte le parti.
Durante la notte ebbe una visione mistica e fu risanata.
Il giorno seguente il prefetto la sottomise a nuove e più crudeli torture: sulle carni nuovamente dilaniate fece porre piastre di ferro rovente, con fiamme ai fianchi, ma si spensero subito. Fu portata ignuda per la città, ma ritornò miracolosamente vestita e sana, nonostante l'ordine di flagellazione.
Ora il prefetto ordinò il taglio della testa e fu il padre stesso che eseguì la sentenza.
Appena fu decapitata, un fuoco discese dal cielo e bruciò completamente il crudele padre, di cui non rimasero neppure le ceneri.
L'imperatore Giustino, nel VI° secolo avrebbe trasferito le reliquie della martire dall' Egitto a Costantinopoli; qualche secolo più tardi i veneziani la trasferirono nella loro città per poi esser passate nella chiesa di San Giovanni Evangelista a Torcello (1009). Il culto della martire si estese in tutta Italia durante il periodo Bizantino (VI°sec.), delle Crociate fino ad oggi.
Barbara è particolarmente invocata contro la morte improvvisa, (allusione a quella del padre secondo la leggenda) ed in seguito la sua protezione fu estesa a tutte le persone che erano esposte nel loro lavoro al pericolo di morte istantanea come: gli artificieri, gli artiglieri, i carpentieri, i minatori e dei vigili del fuoco. Nelle navi da guerra il deposito delle munizioni è denominato: "Santa Barbara".

 
S. Barbara di Luca Cranach sec. XVI°
Santa Barbara a Vacile
Il 4 DICEMBRE del 1994 noi del 1° 94 eravamo in caserma a Vacile nella nostra mitica De Gasperi.
Tutta l'artiglieria festeggiava S. Barbara e data la ricorrenza la caserma fu aperta alle famiglie di tutti noi artiglieri del Gruppo.
Dopo l' alzabandiera, e il discorso di benvenuto del nostro Ten. Col. Colarossi Gian Carlo il Gruppo "Udine" ospitò i genitori partecipanti, ed a pranzo in "mensa truppa" si consumò  un "sontuoso rancio alpino" con gran finale: il  dolce e la bottiglia di spumante!!!
Che giornata!!!
Forza Udin: Tire e Tas!
Notizia pubblicata il: 20/10/2006