35°   raduno  al  Bosco  delle  Penne Mozze
( Il GrUdine era presente !!! )
Ricordiamo i numerosi artiglieri della Julia
Inaugurato l'8 ottobre 1972, il Bosco delle "Penne Mozze" fu voluto per creare uno stupendo memoriale dedicato agli alpini caduti, immerso tra alberi e boschi.
Il memoriale, divenuto opera veramente grandiosa, raccoglie le stele di ogni Alpino caduto in guerra o morto per causa di servizio. Le stele sono opera in lega di acciaio dello scultore Simon Benetton e recano inciso cognome e nome, Comune di nascita, reggimento di appartenenza, luogo e data di morte.
Il Bosco delle Penne Mozze è meta di pellegrinaggio degli Alpini di tutta Italia e loro familiari, e non può essere che orgoglio per le Sezioni della provincia di Treviso. La prima domenica di settembre di ogni anno si tiene il raduno Pellegrinaggio al Bosco.
 
Il giorno 3 settembre ero presente al Bosco delle Penne Mozze a Cison di Valmareno. Sono stati commemorati con la tradizionale cerimonia: gli alpini trevigiani caduti. Una mattina di riflessione prima della festa alpina.
In un' atmosfera caratterizzata, da un aria frizzante, ed un bellissimo bosco curato in ogni sua forma, reso ancora più suggestivo dalla miriade di ciclamini che coloravano qua e là l'erba tra le stele.
Fin dalle prime ore del mattino, una processione d’alpini da Cison saliva al Bosco, dove s’inquadrava di fronte all'altare, con centinaia di gagliardetti e vessilli provenienti da un pò tutta l'Italia Alpina.
Tra gonfaloni, autorità, si scorge anche la figura più importante di tutto il popolo alpino: il presidente dell'A.N.A. Corrado Perona.
Sì anche il nostro presidente ha voluto partecipare quest anno al raduno.
Si comincia con l'alzabandiera con l'inno italiano suonato dalla fanfara e cantato a gran voce da tutti i presenti. Bellissimo!!!
La pelle d'oca, quindi come accade da alcuni anni si procedette ad aggiungere all’ "albero" delle Penne Mozze le targhe commemorative d’altre sezioni. Quest'anno s’inserì: Bergamo, Cremona e Reggio Emilia.
Suonò il silenzio a suffragio di tutti i caduti ed in particolare quelli del bosco (solo trevigiani), che da quest anno sono stati "aggiornati" con conseguente deposizione delle stele.  Se ne contano ormai 2500!!! Poi suonò il Piave e fu deposta sotto il Cippo delle Penne Mozze una corona d’ alloro.
Questo bosco fu costruito negli anni sugli orrori della nostra epoca. La campana che con i suoi rintocchi suona pian, pian a ricordo di Rossosch, Postojalyi, Scheliakino, Warwarovka, Arnautowo, Nikolajewka, per proseguire con i campi di prigionia e sterminio dei lager, Marcinelle, dei nostri emigranti, del Vajont, ecc. ecc.; Sino al '97 quando con l'attuazione della legge che sancisce la fine della leva e la costituzione di un esercito che è tante cose, ma non esercito di "Popolo".
Perona afferma che questo bosco rappresenta il dolore passato, memoria di guerra, ma simbolo della PACE. Quella pace non colorata! (chi ha orecchi intenda!).  Esorta a lottare negli ideali che contraddistinguono le nostre radici, con occhi puntati al futuro. Usando testa e braccia si possono fare grandi cose!
Successivamente i discorsi delle autorità, venne celebrata la cerimonia religiosa, in questo meraviglioso contesto. Nel bosco migliaia di stele che ricordano i nostri alpini, le loro giovani vite spezzate, le penne mozze.
“Bandiera nera”, “le el lutto degli alpin che va a la guerra la mejo gioventù che va sotto terra”.
Terminata la cerimonia festa per tutti: mangiare, bere, cantare in compagnia: come deve “competere” ad ogni alpino!!!
Per concludere tengo a sottolineare che tra i vari punti che il Presidente Perona ha toccato va considerato e ribadito che l’ A.N.A. è e resterà un’associazione d’ Arma, non di volontariato.
Questo perché il fatto che i tesserati s’integrino con la protezione civile, o altro è e deve essere esclusivamente un’azione, che lo spirito alpino detta dentro il cuore di ognuno. Tutto questo da lustro all’ Associazione, ma deve esser ben presente che resta una Ass. d’Arma.
La Leva non c’è più, i capigruppo, le sezioni ogni anno non trovano più “linfa nuova”, ma quei giovani che si sono scoperti si sono fatti trovare pronti e gridano a gran voce: Noi con Voi e dopo di Voi: vanno considerati e valorizzati!!!
L’A.N.A. vivrà  non solo per ricordare le imprese degli alpini caduti per la Patria, ma per continuare con la sua operatività in vari e disparati ambiti, per far sì che si  scrivano altre pagine di ALPINITA’ !!! Visitate la fotogallery per vedere le immagini salienti del 35° raduno delle Penne Mozze.
Mandi, mandi!
 
Penne Mozze del mio cuore,
ricordate su a Cison
con un albero e una stele,
erba, roccia e pochi fior.
Morti d’Africa e di Libia
E dell’Alpi e mari ancor
Grecia, Russia e dei Balcani
Ch’el Cristo ve varda
ch’el vento ve basa,
che i alberi canta
al sol e a la luna
canson vecie e nove
de requie e de gloria,
o pena spacada
t’à fato la storia
Penne Mozze per l’onor!
35° RADUNO AL BOSCO  DELLE PENNE  MOZZE
la preghiera
Notizia pubblicata il: 06/09/2006