LA NAJA DEL 1°94
La Naja per noi artiglieri del Gruppo Udine 1° scaglione 1994; ebbe inizio il 18/19 gennaio 1994. Ci trovammo a Belluno, scesi dalla corriera o dal treno, a seconda dei casi venimmo accompagnati  dagli alpini del 16° RGT. Belluno alla caserma "Salsa"; nella quale avremmo cominciato il periodo addestrativo per prepararci a diventare Alpini.
Ci trovavamo nella caserma della Brigata Alpina Cadore per affrontare il CAR.
Esistevano 2 compagnie (la 78^ e la 79^) con al loro interno diversi plotoni e squadre.
Sistemati nelle camerate, fummo sottoposti a vestizione e in dotazione ci fu dato: la borsa valigia, la camicia tela manica lunga, le calze di cotone, le calze kaki, gambali e calze di lana, maglie e mutande, cintura, le pedule, i vibram, gli stivaletti da lancio, la drop mod. 86, guanti di lana, fazzoletti di cotone, magliette verde oliva, norvegese, berretto "stupida", cappello alpino, uniforme s.cbt., materiale per l'igiene personale, il grasso di foca per le calzature, la crema, ecc. Non ci mancava proprio niente; ci vestirono dalla testa ai piedi.
La vita militare comportò l'imparare bene ed in fretta, una serie d' abitudini e regole che ci diedero la disciplina e ci formarono per affrontare questa nuova realtà !
Orari, sacrifici, marce, addestramenti, studio delle armi, poligoni, l'imparare a convivere tutti insieme, mangiare e dormire, soffrire e gioire con i frà. Cresceva in noi quel senso d' appartenenza al corpo degli alpini, la famosa alpinità si stava formando in noi.
Dopo 3 settimane, fummo pronti per il giuramento e lo gridammo, inquadrati sotto la pioggia: davanti al Generale Primo Gadia, ed a tutti gli ufficiali e sottoufficiali che parteciparono alla cerimonia; Senza dimenticare il nostro tricolore, ed agli amici e parenti tutti di noialtri ex-reclute. Siamo alpini!!!
Tornati dalla licenza post-giuramento, il 1° sc.94 fu smistato e spedito ai vari reparti. Una ventina di noi fu trasferita non solo di reparto, ma dalla Cadore alla Julia, in Friuli, e diventammo artiglieri del Gruppo Udine.
Il giovedì ci trasferimmo e varcammo la carraia della Caserma De Gasperi di Vacile di Spilimbergo  in provincia di Pordenone.
Fummo collocati nella 17^ batteria,  e scucito il fregio con le trombe e l'aquila dal cappello alpino, cucimmo quello nuovo con i cannoni incrociati dell'artiglieria, sovrastati dall' aquila e la nappina da totalmente verde, si contraddistinse con al suo centro il numero color giallo della batteria. La nostra Naja si colorò di giallo-verde: i colori dell'artiglieria alpina !!!
La De Gasperi era vastissima, 3 palazzoni padroneggiavano sul piazzale dell'adunata. Di fronte altro mega fabbricato con gli uffici del comando. Sul versante est la mensa, il campo da calcio, tennis, poligono, la s.a.s.t, ad ovest, il circolo ufficiali, cinema, infermeria, riservetta munizioni, e dietro i 3 palazzoni, capannoni per il ricovero degli automezzi, dei radar, delle quadrinate Browning, officine, deposito carburanti, e quant altro.
Il Gruppo Udine, non aveva in uso tutta la caserma, perché al suo interno operava pure il Battaglione Logistico Julia, quindi mediamente la De Gasperi contava circa 1000 Militari.
Immediatamente nel fine settimana, venimmo spediti alla caserma Goi Pantanali di Gemona del Friuli, dove aveva sede il Genio Guastatori della Julia. Cominciò per noi il car avanzato, un massiccio addestramento sotto tutti i punti di vista.
Fu un esperienza durissima, anche perché la colonnina di mercurio riuscì a toccare i -18, marciando, sparando e facendo la s.a.s.t. sia di giorno che di notte, ..........
Imparammo a smontare e rimontare il nostro FAL t.a. ad occhi chiusi, migliorammo nello sparare, lanciammo la bomba SRCM, studiammo alcune tecniche di guerra; facemmo proprio un gran bell addestramento. Visionammo filmati e la sera nonostante il gelo uscivamo in giro per Gemona, ma non prima di esserci riforniti in mensa del Cordiale.(fornito all'epoca in bustine di plastica trasparenti; con un goccio di amaro cordiale, il gelo veniva contrastato ed i campi invernali o le guardie notturne superate con vigore; composto da alcool, caramello, aromi naturali, non doveva mancare nel kit alpino ...il Tombolino al caffè e la grappa!).
Terminate la 3 settimane, fummo trasferiti a Pontebba, ci attendevano 2 settimane di campo invernale. Qui proseguì l'addestramento, si mangiava nella gavetta, si dormiva nel sacco a pelo, insomma ci si "induriva".
Le zone di Studena Alta e Bassa ci vennero famigliari e con loro i boschi del Pramollo. La sera ogni bar di Pontebba veniva assediato dagli alpini ed in compagnia si faceva festa !!!
Tornammo a Vacile, e venimmo distribuiti a seconda degli incarichi nelle 3 batterie nel Gruppo: la 17^, la 18^ e la BCS comprendente la CG.
Qui la Naja si differenziò sostanzialmente come detto in precedenza, in base alla mansione che ogni artigliere fu chiamato ad adempiere; anche perché i frà della 17^, erano o serventi al pezzo, o conduttori e accoglievano gli scaglioni in arrivo; quelli della 18^ essendo batteria operativa svolgevano i medesimi incarichi, ma "sbalzavano" alla grande, giacché svolsero tra le varie operazioni, anche un campo "mobile" per diversi giorni, percorrendo le alte vie della Carnia. Gli artiglieri della BCS e del CG erano adibiti ai, magazzini, minuto mantenimento, uffici, fureria unificata, mensa, tutto quello che serve a far funzionare il "sistema caserma".
Ricordo che durante l'anno fummo partecipi dell' operazione "Testuggine", del servizio alla "Polveriera di Usago", dell' intervento a favore delle popolazioni colpite dall'alluvione in Piemonte (clicca per vedere la medaglia A.N.A.) (clicca per vedere la medaglia ed il nastrino per l'esercito: questi encomi vengono attribuiti nel caso che, si svolgano almeno sei giorni consecutivi di servizio presso il luogo di calamità), nonché del presidio in occasione delle votazioni, in alcuni seggi di Brescia.
Non partecipammo direttamente all'operazione Riace in Calabria, né all'ALBATROS in Mozambico, ma fummo sempre attivi in caserma, al campo estivo a Pontebba, alla scuola tiri nel Ravennate (Forereno).
Operammo sempre con gran spirito, e nonostante eravamo uno scaglione di poche unità  riuscimmo a farci apprezzare e rispettare da tutti !!!
Ci congedammo il 4-5 gennaio 1995, qualche giorno prima dello scadere dell'anno, visto che era già in atto il piano voluto dal governo, che prevedeva la riduzione della Naja da dodici a dieci mesi.
Durante gli ultimi giorni ci trovavamo spesso e volentieri allo spaccio ed il juke-box suonava il silenzio, l'atmosfera si alternava tra la malinconia data dall'anno di naja che volgeva al termine, il pensiero di lasciare gli amici e compagni di ventura; e la gioia di ritornare a casa.  Il 1°94 fu uno degli ultimi scaglioni del Gruppo visto che nel successivo luglio fu sciolto, noi siamo fieri, orgogliosi di aver fatto parte di questa grande Unità, e in coro gridiamo: "Forza Udin tire e tas".
Un sentito ringraziamento anche al popolo friulano: grazie Fradis Mandi!!!