GLOSSARIO DEL “GRUPPO UDINE”
Terminologie utilizzate a partire dalla metà degli anni ’70, sino allo scioglimento del Gruppo
(a cura del Serg.Magg. Daniele e del Caporale Fabio)
                                 
Inviate altri termini verranno integrati nel glossario del Gruppo “Udine”
A
ABBEVERATA:
Operazione eseguita dal conducente per dissetare il mulo.
ADELE:
Nome in codice della 17ª batteria nella maglia del fuoco.
A. R.:
Autovettura da ricognizione, tipo jeep, ovvero la Campagnola Fiat mod. 1976.
ADUNATA PUNITI:
I puniti dovevano ritrovarsi al corpo di guardia alle ore 18.30, quando iniziava l’orario di libera uscita per il resto del personale, in genere venivano adibiti a lavori di pulizia  nei vari locali della caserma.
ALLINEATI  E  COPERTI:
Modo di dire del c/te dello schieramento per evidenziare lo schieramento perfetto.
ALTANA:
Posto di guardia sopraelevato a circa  3- 5  metri di altezza.
AL TEMPO:
Quando un comando (errato) doveva essere ripetuto.
ALFABETO  NATO:
Serie di parole assegnate ad ogni lettera dell’alfabeto per permettere la maggior comprensione di quanto veniva trasmesso via radio.
AMMAINABANDIERA:
Veniva effetuata la sera, quando suonava, chi si era all'esterno si doveva fermare sull'attenti e aspettare che terminasse;  se si era nel piazzale adunata, era obbligatorio il saluto.
ARMERIA:
Stanza adibita a magazzino delle armi portatili del reparto chiusa con blindature ed inferiate, in orario di apertura doveva essere presieduta e gestita da 2 armieri.
ATTENTI:
Posizione eretta da assumere quando si era inquadrati in uno schieramento.
ALZABANDIERA:
Si svolgeva tutte le mattine nel piazzale dell’adunata con tutte le  batterie schierate.
A.U.C.:
Allievo Ufficiale di Complemento.
AZZURRINA:
Modulo  “nominale” rilasciato al militare per beneficare dello sconto ferroviario.
B
B. A. L.:
Badile Automatico Leggero - ripieghevole e di poco ingombro - applicazioni svariate.
BASTO DA SOMA:
Specie di sella posta sulla groppa del mulo che serviva per il trasporto del carico.
BARBA:
La barba non rasata o malfatta era punita. Se non c’era nella foto del cartellino d’identità poteva esser “lasciata” curata o il pizzetto solamente dopo il sesto mese di servizio.
BATTERIA:
Per gli artiglieri rappresenta la propria unità di base, equivalente alla compagnia degli Alpini.
B. C. S.:
Batteria Comando e Servizi, raggruppava tutto il personale di un gr. di artiglieria  addetto ai vari servizi logistici, amministrativi e di manutenzione del reparto.
BIANCA:
Nome in codice della 18ª batteria nella maglia del fuoco.
BLOCK:
Schiocco delle dita da parte dell‘ "ANZIANO" che immobilizzava i più giovani di scaglione all’istante! Se non rispettato scattava il pegno da “pagare” per la recluta.
BOCIA:
Era il classico modo di chiamare il giovane artigliere-alpino rispetto ai ”veci” ovvero gli art./alpini più anziani.
BORSA VALIGIA:
In tela kaki si utilizzava per i viaggi, veniva sagomata con del cartone per dargli una forma squadrata.
BRANDA:
Letto metallico, impilabile a castello presente nella camerate delle caserme.
BRUSCA E STRIGLIA:
Attività tipica dei conducenti di muli, serviva a pulire il mulo al termine delle marce.
C
C. A. G. S. M.:
Corso di Addestramento Ginnico Sportivo Militare, striscia addestrativi di circa 400 mt.. ovvero un percorso ad ostacoli per allenare gli artiglieri sia con il fucile che senza., veniva utilizzata soprattutto al C.a.r. dove s’imparava a “sbalzare”, a fare il passo del leopardo, ecc.
C/LE: caporale.
C/LE  ISTRUTTORE:
Al  C.A.R. comandava la squadra e fungeva da istruttore di base .
CADENZA:
Passo particolare fuori ordinanza: si batteva per 5 volte ritmicamente il piede a terra per sincronizzare la marcia piede dx dx dx sx dx.
CAMERATA:
Stanzone con le brande e gli armadietti, era una vasta stanza dove la truppa poteva riposare e dove trascorreva la notte, in genere si trattava di camerate da 10.
CAMMELLO A UNA GOBBA:

indicava gli artiglieri con l'anzianità di naja dopo la max dei topi, circa al quarto, quinto mese di servizio. (anni '80)
CAMMELLO A DUE GOBBE:
indicava gli artiglieri dopo il cammello ad una gobba e prima della vice vecchia, circa al sesto, settimo mese di servizio.
 
(anni '80)
CAMMINAMENTO:
Percorso che unisce i vari punti dove sono dislocate le guardie.
CAMPO ESTIVO/INVERNALE:
Potevano essere fissi (in una località) o mobili (marcianti) e si dormiva generalmente in tenda.
CAR e CAR  AVANZATO:
Centro Addestramento Reclute/avanzato:  atto a specializzare l’artigliere dopo il suo arrivo al reparto assegnato.
CARTOLINA ROSSA:
Era allegata all’atto del congedo e rimaneva valida per cinque anni, obbligando il ricevente in caso di richiamo a presentarsi direttamente al reparto d’appartenenza.
CAPELLI:
Si dovevano portare molto corti mentre il contingente anziano (in teoria) poteva averli piu' lunghi,  a patto di riuscire a nasconderli sotto la norvegese ( berretto invernale).
CAPITANO:
Uff.le c/te la cp/btr, da lui dipendevano i servizi e le licenze della btr che comandava.
CAPO CASSONE:
Grado virtuale di chi doveva sovraintendere alle cose/persone caricate sul cassone del mezzo.
CAPOMACCHINA:
Graduato o anziano di fianco al conduttore e responsabile del mezzo.
CAPO PEZZO:
Caporal Maggiore o Sergente con funzioni di responsabile della squadra di serventi al pezzo di artiglieria.
CAPOPOSTO:
Caporale o Caporal maggiore con funzione di dirigere il servizio di guardia, i componenti dovevano rispondere in primo luogo a lui poi al Sott.le d’ispezione.
CARRAIA:
La porta d’accesso alla caserma per gli automezzi, aperta solo di giorno  controllata dalle guardie.
Ca. S. T. A.:
Campionati di sci per truppe alpine, si volgono una volta all’anno, vi partecipano tutti gli alpini in grado di sciare nelle varie specialità.
CINTURONE:
Sulla mimetica si doveva usare una cintura particolare di tela e cuoio.
C. L: (Auto) Carro Leggero mod. 75
CLAUDIA:
Nome in codice della 34ª batteria nella maglia del fuoco.
C.LE  MAGG.:
Caporal maggiore, massimo grado per la truppa.,  i migliori avevano la possibilità di congedarsi  col grado di Sergente.
C. M. 52/60:
(Auto) Carro Medio mod. 52/60.
CASSA DI COTTURA:
Contenitore usato per il trasporto dei pasti dalla cucina campale al reparto in marcia.
CODA DI TOPO:
Elastico cucito sulla giacca della mimetica (SCBT) e assicurato tramite un bottone.
CONDUTTORE:
L'unico abilitato a guidare i mezzi militari per i quali ha superato gli esami di guida, in genere si otteneva la patente C valida per la guida di autocarri, una volta in congedo era possibile commutarla in patente civile.
COLPO IN CANNA:
Il personale compiva il servizio di guardia  con il colpo inserito nella canna dell’arma in dotazione, oltre alla “sicura”dell’arma in dotazione inserita.
COLTELLINO TATTICO:
Coltello multiuso (tipo Victorinox) dotato di lama e apriscatole, era consegnato con il materiale di casermaggio.
CONDUCENTE:
Artigliere addetto ai muli, durante le marce e alla loro pulizia.
CONGEDO:
Attestato rilasciato al termine del servizio di leva, rappresentava la fine del periodo di leva e il ritorno alla vita civile.
CONSEGNA:
Punizione per mancanze di lieve entità, si trascorreva la sera in caserma e si veniva adibiti a varie pulizie da parte dell’uff.le di picchetto.
CONSEGNE:
Si passavano dalla guardia smontante a quella montante ovvero le disposizioni da seguire nello svolgimento del servizio di guardia.
CONTRAPPELLO:
Prima di spegnere le luci alla sera, il c.le di giornata e l’ufficiale di picchetto verificavano le presenze in camerata.
CORDIALE:
Liquore in bustina trasparente al gusto di grappa (Istituto Farmaceutico Militare di Firenze), faceva parte delle “razioni K”, ovvero dei pasti che venivano consegnati durante le esercitazioni sul campo, in particolare al personale di guardia durante l’inverno.
CORPO  DI  GUARDIA:
Insieme dei locali che componevano gli alloggi per i componenti della guardia, ove si trovavano le brande delle guardie durante gli orari di riposo, oltre all’ufficio dell’ufficiale di picchetto e del sott.le d’ispezione.
CORVE’:
Servizio giornaliero di pulizia alle aree non chiuse della caserma, ogni batteria aveva la propria area di competenza.
CORVE’  DI  CUCINA:
Servizio di lavaggio e pulizia in cucina di tutto il materiale per il vettovagliamento del reparto.
CORVE' CORTILE:
Servizio di pulizia nelle aree esterne alle batterie, piazzale adunata, svuotamento cestini spazzatura, raccolta foglie, ecc. Il militare era dotato di apposito carretto con i bidoni annessi, per raccogliere e trasportare la scopa, paletta e sacchi per l'immondizia.
C. P. R.:
Cella per Punizione  di  Rigore, la  massima  punizione che si poteva subire al reparto in caso di gravi mancanze, se la punizione avveniva negli ultimi 3 mesi di servizio si dovevano scontare dopo il congedo del proprio contingente. 
CONIGLI :
Si definiscono così gli appartenenti agli Alpini, che eseguono le loro manovre proprio come i conigli, ovvero “saltando” da un posto all’altro.
CUBO:
Materasso  ripiegato 3 volte con lenzuola e coperte sistemate in modo da fargli prendere la forma cubica, se era malfatto si rischiava d’essere puniti.
D
DEPOSITO  CARBURANTI:
Stazione di servizio carburanti per i mezzi militari interna alla caserma, ove i mezzi si rifornivano al termine della giornata al rientro dal servizio, in modo di avere sempre il serbatoio pieno in caso di allarme .
DIARIA:
Indennità economica, maturata per servizi di durata maggiore alla giornata, al di fuori della caserma.
DIFESA VICINA:
artiglieri dotati di armamenti leggeri con compiti di difesa ravvicinata della linea pezzi nel caso di attacchi nemici.
DROP:
Abito composto da giacca e pantaloni che fungeva da alta uniforme per il personale, oltre che  per particolari servizi o da licenza.
E
EGNA 12:
Nomi in codice utilizzati per identificarsi alla radio ( es. 5K29 oppure BO9M ), generalmente il c/te di reparto era denominato Alfa1, le lettere si pronunciavano secondo l’alfabeto NATO.
ELMETTO:
Ricoperto di tela verde, da utilizzare nei servizi armati a protezione della testa.
F
FAGIANO:
Termine con cui s’identificava un artigliere imboscato.
F. A. L.  B.M.  59:
Fucile  Automatico  Leggero  Beretta  Militare 1959, di derivazione dal Garand M1,
Peso 5,4 kg.,  calibro 7,62 NATO, anno di produzione 1959,  esemplari prodotti  oltre 120.000, caricatore da 20 colpi estraibile, calciolo ripieghevole- bipiede-con baionetta innestabile- dotato di tromboncino lancia bombe controcarro (Energa) - colpo  singolo o a raffica- tiro utile massimo 400 mt. (con relativa precisione)- rimasto in servizio fino a metà degli anni '90.
FINITA:
Mitico grido, lo gridavano gli anziani l'ultima sera prima del congedo dopo l'ultimo "silenzio" che ascoltavano inquadrati.
FOGLIO DI VIAGGIO:
Documento firmato e vidimato dal c/te di batteria che stabiliva il servizio al di fuori dell’ambito della caserma.
FURERIA:
Ufficio di batteria dove il furiere svolgeva mansioni di segreteria per informare di tutto e di più la truppa su ordini dall’alto, rilasciare le azzurrine, licenze, ecc.
FURERIA  DI  GRUPPO (MAGGIORITA’):
Ufficio di gruppo, fungeva da segreteria generale del reparto, emanava tutte le circolari stabilite dal comando di reparto, faceva capo all’Aiutante maggiore di gr.
G
GARAND M1:
Fucile in dotazione alla truppa, modello1942  di fabbricazione USA, cal. 7,62 in dotazione alle FF. AA.  Italiane fino alla fine degli anni ‘ 80, peso kg. 4,500, caricatore da 8 colpi con funzionamento a colpo singolo semiautomatico.
GARITTA:
Posto di guardia protetto adiacente alla  porta carraia o all’entrata principale, usata in caso di maltempo.
GAVETTA e GAVETTINO:
Contenitori per il rancio durante le esercitazioni esterne, veniva usata in genere con un sacchetto di plastica per evitare di doverlo poi lavare, erano entrambi in alluminio.
GAVETTONE:
Contenitore (sacchetto di plastica) ripieno d’acqua che veniva lanciato contro qualcuno.
GIBERNA:
Custodia di tela assicurata al cinturone tramite dei ganci e degli spallacci, serviva per contenere le munizioni. Erano di due tipi: per il F.A.L. o per il Garand.
GIRARE LA PALLINA:In epoca anni ’90 costituiva un rituale per passare il tempo, consisteva nel far arrotolare e srotolare un cordino (con attaccata alla sua estremità una piccola pallina), attorno al dito indice.
Nel cordino, al passare di ogni mese, si aggiungeva un nodo fino al raggiungimento del dodicesimo, che decretava la fine della naja. Vietato girare la pallina prima del sesto mese di anzianità.
GUARDIA:
Periodo di 2 ore di guardia  intervallate da  4 ore  di riposo.
I
IMBOSCARSI:
Chi si nascondeva per evitare i servizi, anche chi aveva incarichi di servizio leggeri era un "imboscato".
L
LA BOIE:
Termine con cui si indicava una situazione scottante, pericolosa…
LIBERA USCITA:
Iniziava alle ore 18.00 e scadeva al rientro della sera  23.00.
LIBRETTA:
Documento dove venivano scritte le consegne ossia l’insieme delle regole per quel determinato servizio.
LA VECCHIA:
Il contingente anziano al quale mancava 3 mesi alla fine del servizio di leva.
LICENZA:
Poteva essere di 48 ore (uscita al venerdì), oppure di 36 ore (uscita al sabato), la licenza ordinaria di 10 giorni (diritto usufruirne solo una volta in tutto il servizio di leva),  licenze premio, malattia, ecc.
M
MASCHERA ANTIGAS:
era contenuta in una sacca di tela portata a tracolla e legata alla gamba destra.
M.LLO:
Maresciallo,  personale di carriera, sottufficiali di provenienza dall’Accademia Sott.lli dell’Esercito di Viterbo.
MAGGIORITA’:
Insieme di uffici del Comando tra i quali la sez. O.A.I. (Organizzazione Addestramento e Informazioni, l’ufficio del C/te e Vice c/te  di Gruppo, Amm.ne, Personale ecc ecc.
MAGAZZINO CASERMAGGIO:
Magazzino per lo stoccaggio e la distribuzione di materiale  militare, coperte, materassi, ecc.
MASSIMA:
Definizione scherzosa  che indicava il contingente più anziano al quale mancava 1 mese alla fine.
MENSA  UFFICIALI:
Ambiente riservato agli ufficiali, in genere annessa al Circolo uff.li. locale di relax e svago ma vietato agli inferiori di grado.
MENSA  SOTTUFFICIALI:
Ambiente riservato ai componenti della cat. Sott.lli presenti nel reparto, con annesso il relativo circolo in genere dotato di sala da biliardo.
MENSA  TRUPPA:
Locali adibiti alla consumazione del rancio per la truppa.
MINUTO  MANTENIMENTO:
Riuniva e gestiva tutti gli incaricati del servizio di manutenzione della caserma.
MIMETICA:
Vestiario adibito alle esercitazioni, servizi di guardia, nome corretto tuta “T.S.C.” poi “S.C.B.T.” (servizio e combattimento) chiamata mimetica anche se all'epoca di solo colore verde.
MILLE LIRE:
Pezzo di stoffa cucita all’interno delle tasche inferiori della giacca mimetica (SCBT) che serviva per trattenere una bomba a mano S.R.C.M..
M.G. (machine de guerre):
Mitragliatrice  42/59 è un arma di squadra, di ideazione e costruzione tedesca, modificata nel 1959 calibro in 7,62 Nato, alimentata da un nastro automatico continuo da 50 colpi, ogni 10 nastri la canna veniva sostituita per impedire il surriscaldamento, nonostante la sua età di costruzione è ancora in servizio dimostrando la sua validità.
MONTARE DI GUARDIA:
Iniziare il turno di  guardia.
MOSTRINE:
Stemmi metallici da posizionare  sul colletto della Drop per identificare il corpo d’appartenenza.
Le mostrine dell’Artiglieria da montagna sono le cosiddette “pippe” nere con contorno giallo, unite al triangolo verde tipico delle TT. AA..
MULO:
Quadrupedi addetti al trasporto di materiali in alta montagna, altrimenti irraggiungibili dai mezzi meccanici. Nell'artiglieria, a causa dei carichi maggiori venivano utilizzate bestie di costituzione fisica maggiori rispetto ai muli degli alpini.
MUTISMO E RASSEGNAZIONE:
Modo di dire per gli scaglioni più giovani che subivano le angherie dei contingenti più anziani.
N
N. B. C.:
Nucleare Biologico Chimico:  sigla d identificazione di una precisa specialità dell’Esercito, che si occupa di bonificare le aree aggredite con armi di quel genere.
N. C. C.:
Nucleo Controllo Cucina, composto da 3 membri, doveva assicurare la qualità del pranzo.
NONNO:
Soldato prossimo al congedo.
NONNISMO:
Azioni incivili perpetrate dai “nonni” a scapito delle "reclute", erano punite severamente.
NORVEGESE:
Berretto tipico delle truppe alpine, munito di paraorecchi in uso prettamente nel periodo invernale. (solo se autorizzati dal Comandante)
O
OBICE DA 105/14:
Pezzo di piccolo calibro (105 mm. larghezza della canna, 14X105 lunghezza della canna) in dotazione all’ Artiglieria da montagna, adottato anche da vari eserciti in ambito NATO oltre che dalle FF.AA. argentine, estremamente maneggevole ed affidabile, ideato e costruito in Italia dalla OTO MELARA  di Brescia nel 1956, in servizio fino alla fine degli anni ’90, scomponibile someggiato o auto-trainato, era servito da un nucleo di 7 persone, con gittata massima di km 10,500, usava 7 cariche di lancio.
OPERATIVITA’:
Indicava il livello di prontezza dei reparti per un eventuale impiego.
P
PANCE  LUNGHE: (panse longhe)
Era la denominazione scherzosa degli artiglieri, derivava dalla maggiore mole dei muli in dotazione all’artiglieria, necessaria per i pesi maggiori che dovevano trasportate.
PARTITI CONTRAPPOSTI:
Manovra militare atta a verificare il grado di addestramento tra i reparti.
PASSO:
Ordine di battere il piede destro con forza a terra nell’addestramento formale: per trovare e ricercare, il sincronismo di tutto il reparto.
PASSO  DEL LEOPARDO:
Metodo di avanzamento, stesi a terra, coordinando braccia e gambe si procedeva strisciando: affrontando i vari percorsi con o senza il fucile. Costituisce una tecnica di guerriglia indispensabile da imparare.
PATTUGLIAMENTO:
Azione di perlustrazione e controllo del territorio.
PASTICCA:
Nomignolo bonario per indicare l’artigliere con incarico d' infermiere.
PEDULE:
Modello di scarponi a suola bassa.
PENNA:
Al CAR era da “RECLUTA" giunti al reparto si comprava la penna nera di corvo, al termine della naja molti la compravano d’aquila. (anni’90).
PIANTONE:
Servizio giornaliero di pulizia interna alle camerate ed ai bagni della batteria.
PIAZZALE  ADUNATA:
Piazzale principale della caserma dove si trova il palo della bandiera e ci si allinea per il saluto della stessa: al mattino e alla sera.
PIOVERE: superiore in arrivo per effettuare rimproveri per qualche mancanza, se diluvia allora son problemi molto seri........
P. A. O.:
Picchetto Armato Ordinario, reparto tenuto di riserva in caserma per pronti interventi di qualsiasi genere,  nel caso in cui avvenisse un attacco o un controllo, la pattuglia deve armarsi ed entrare in azione, inizialmente difendendo: il corpo di guardia, l'entrata del deposito e proseguendo (eventualmente) andando a supporto della squadra sorvegliante di turno.
PIO-PIO:
Stava a indicare in gergo la compagnia genio della brigata.
PIOPPA: Con  questo  termine s’indicava  letteralmente l’esclamazione:  “Col cavolo! Non ci penso proprio! Ma figurati! Arrangiati! Stai duro! Non mi romper le scatole!, ecc. In pratica veniva usato per far capire al diretto interlocutore la nostra contrarietà a quanto richiestoci.
POLIGONO:
Zona specifica e disciplinata per l’allenamento allo tiro con le armi individuali in dotazione alla truppa.
POLVERIERA:
Area delimitata e sorvegliata da guardia armata, al cui interno vengono custodite dentro idonee strutture: armi e munizionamenti dell’Esercito.
POCHI:
Esclamazione  tipica del contingente più anziano, stava a indicare che mancavano pochi giorni al congedo.
POSTO  SCARICAMENTO  ARMI:
Al termine di ogni servizio armato, si effettuava il controllo dell’arma in dotazione, era un’area adibita espressamente a questo scopo, pertanto esisteva il divieto assoluto a compiere la stessa operazione in altro luogo, si posizionava la canna dentro un tubo metallico e aprendo l’otturatore del fucile si controllava che non ci fossero colpi al suo interno.
PRESENTARE LA FORZA:
Il c/te dello schieramento dichiarava al c/te del reparto tutto il personale presente e quali armi aveva in dotazione.
PRONTO INTERVENTO:
Veniva eseguito a turno tra le batterie del gruppo, era svolto insieme a una compagnia del battaglione alpini Gemona. Serviva in caso di calamità o incendi ecc. ecc..
Q
QUADRINATA BROWNING:
Mitragliatrice a 4 canne che in contemporanea si spostava e  creava un fuoco atto a colpire oggetti volanti; puntate in tutte le direzioni e manovrate tramite cloche. Il tutto alloggiato su una torretta posizionata su un cassone e trainata da un autoveicolo. La quadrinata Browning è di origine americana e fu usata nella guerra in Corea; venne assegnata all' E.I. nel 1952 alla scuola
d' Artiglieria Contraerea di  Sabaudia.
La parte elettrica è alimentata da batterie caricate da un gruppo elettrogeno.
R
RAPPORTINO  DELLA  FORZA:
Redatto in duplice copia ogni mattina in fureria, veniva consegnato all’ufficio del Comandante del Gruppo e all’ufficio vettovagliamento per informare la mensa truppa sulla forza effettiva da “sfamare”.
RAZIONI  K:
Kit di viveri per un pasto a lunga conservazione in caso dello svolgimento di attività di addestramento.
REAZIONE  FISICA:
Ginnastica alla mattina presto da effettuarsi con le scarpette ginniche.
RETE CONCERTINA:
Filo spinato a rotoli  da posizionare intorno alle aree da tenere sorvegliate.
RH-4:
Apparato ricetrasmittente in AM di grossa potenza, spalleggiabile e per trasmissioni a lunga distanza, funzionante anche per mezzo di un generatore a manovella.
RIMBECCO:
Arte del  contraddire un superiore ad un ordine.
RINCULO:
Contraccolpo che dopo lo sparo con il fucile, il calciolo procurava alla spalla.
RITIRO ARMI:
Lo si faceva in armeria prima dei servizi armati o dei picchetti d’onore.
ROMOLO:
Nome in codice del Centro Tiro nella maglia del fuoco.
RONDA:
Attività svolta fino al 1977 da un trio composto da un Sott.le e 2 inferiori, svolgeva attività di polizia militare durante l’orario di libera uscita, era fatto obbligo a chiunque la incontrasse di salutare per primo, con il permesso di vestire l’abito civile in orario di libera uscita è venuta meno l’esigenza di questo servizio.
ROTOLINI:
Lo zainetto tattico o lo zaino alpino avevano delle fettuccine di nailon, che venivano arrotolate da noi artiglieri per dare un aspetto ordinato a questi due supporti.
RUOLINO DI MARCIA:
Agenda dove il furiere del reparto annotava tutte le “variazioni” degli artiglieri inerenti alle loro licenze, missioni, aggregazioni, ecc. Ogni batteria aveva il proprio ruolino.
RV-2:
Apparato ricetrasmittente portatile di bassa potenza.
RV-3:
Apparato ricetrasmittente portatile di media potenza.
RV-4:
Apparato ricetrasmittente di grossa potenza generalmente installato sugli automezzi.
S
SALA  CONVEGNO TRUPPA:
Comunemente chiamato spaccio (tipo bar) costituiva il posto di ritrovo all’interno della caserma, dove poter bere e mangiare qualcosa in compagnia, guardare la televisione, leggere, ascoltare musica, fumare e quant’ altro.
SALA RADIO:
Locale posto all’interno della caserma adibito alla gestione e manutenzione degli apparati radio e telefonici.
SALE OBICI:
Locali posti all’interno della caserma adibiti alla custodia degli obici.
SAPONATA:
Utilizzando una saponetta intera frantumata in scaglie si puliva a fondo la camerata, era una scomoda, dura operazione, un bel modo per garantire igiene e veniva spesso “scaglionata” a qualche topo. Si utilizzava il mocio per completare il risciacquo.
SBALZARE:
Correre tra gli ostacoli utilizzando le tecniche di guerriglia .
SBRAGATO:
Soldato con la divisa in totale disordine.
SBRANDARE:
Buttare o essere buttati giu' dalla branda, generalmente durante il sonno (classificato come atto di nonnismo) rappresentava anche un ottimo modo per svegliare (da parte dell’Uff.le di servizio) chi continuava a rimanere a letto dopo la sveglia.
SCARPE GINNICHE:
Scarpette "da tennis" modello Superga colore verde.
SCLERATO - SCOPPIATO:
Situazione di stress che faceva perdere lucidità, in genere era dettata dal fatto che in caserma il tempo non passava velocemente e quindi scherzosamente si usciva di testa!
SECONDINI:
Al congedo dei "veci", dopo quattro mesi e per altri quattro, si passava:”SECONDINI”. Non si subivano più gli “scherzi” dei veci ma non si aveva ancora nessuna autorità sui nuovi TUBI. Era in uso dire da parte dei nuovi VECI pronti al congedo: “LA SECONDARIA BRUCIA”. Ovvero, i secondini, lo scaglione divenuto ormai di mezzo fra i nuovi arrivi ed i prossimi congedanti, bruciano di invidia a sapere che avranno ancora del tempo prima di diventare a loro volta “veci” e prossimi alla fine della naja. (vedi termini: TUBO nel glossario)
SENTINELLA:
Soldato armato di fucile che, con turni di 2 ore, sorvegliava un luogo di interesse militare.
SERGENTE:
Primo grado della categoria sottufficiali, chi arrivava al reparto dall’Accademia Sott.li dell’Esercito per iniziare il servizio di 1° nomina al reparto operativo, in genere durava 30 mesi prima della promozione al grado superiore.
SERGENTE  MAGGIORE:
E’ il grado di 2° livello nella categoria sottufficiali,  vi si arrivava dopo almeno 48 mesi di servizio e dopo aver superato un esame alla Scuola di Specialità del proprio Corpo.
SERVENTE AL PEZZO:
Tutti coloro che erano adibiti alla squadra che doveva procedere alle operazioni di tiro con gli obici o cannoni.
SMONTANTE:
La guardia che termine il proprio turno di 24 ore di servizio.
SOMEGGIATA:
Carico sui muli delle parti scomposte dell’obice.
S. R.C. M.:
Sigla che indicava una leggera bomba a mano di produzione italiana.
STECCA:
Grosso pezzo di legno lavorato e intarsiato, con “segnati” i vari contingenti del passato, era consegnato dal contingente anziano al contingente giovane.
STECCA TONDA:
Erano chiamati tutti gli uff. e sott.li di firma, ossia in ferma prolungata o in carriera, visto che per loro la naja non finiva mai.
S. TEN.:
Sottotenente di complemento,  tutti coloro che dopo avere completato il corso base di 6 mesi alla Scuola Ufficiali del proprio corpo, dopo la promozione iniziavano il servizio di 1° nomina al reparto operativo.
S.TOP.:
Sottotenente topo, ossia da poco arrivato al corpo.
STIVALETTI  DA LANCIO:
Particolare tipo di scarponi utilizzati dalle truppe paracadutiste, in genere erano usati solo per gli aviolanci :
STUPIDA:
Berretto verde oliva in uso durante le attività di addestramento e di caserma, così denominato perché usato durante le varie esercitazioni.
SVACCO:
Artiglieri in atteggiamenti ultra rilassati e informali, con divisa in assoluto disordine, le mani in tasca (vietate) era un indice di svacco.
SVEGLIA:
Alle 6,30 il c.le di giornata svegliava tutti, si aveva un’ora di tempo per rimettere in ordine la branda lavarsi e vestirsi, alle 08.00 si doveva essere presenti, era anche un modo di dire a chi pareva non capire gli ordini ricevuti.
T
TT. AA.:
Truppe Alpine.
TELO  MIMETICO:
Telo a chiazze stile militare, generalmente posizionato arrotolato sotto lo zainetto tattico, lo si usava per posizionare il fucile smontato durante la pulizia armi.
TEMPO ZERO:
Esclamazione usata per indicare, che il comando ordinato doveva essere svolto immediatamente, nel più breve tempo possibile.
TENENTE:
Grado di  2° livello nella categoria ufficiali, chi aveva frequentato l’Accademia vi arrivava al termine del 4 anno di servizio, mentre gli ufficiali di complemento raffermati dovevano compiere almeno 4 anni di servizio e superato un esame, poteva comandare la btr in assenza di un capitano.
TIRARE IL CAPPELLO:
Erano una forma di manipolazione del cappello alpino (poco prima del congedo) per modellarlo della forma più caratteristica, allargando il frontino o quant’altro, le tecniche sono le più svariate………….
TIRARE L’ALA:
Durante la marcia non tutti possono avere la stessa tenuta fisica….chi resta indietro “tira l’ala”.
TOMBOLINO:
Bottigliette di liquore al caffe' marca “Lelli” molto buone.
TOPERIA:
Termine per indicare le burbe, i giovani artiglieri (topi).
TUBI:
Negli anni 60/70 gli scaglioni erano tre in un anno, per cui appena assegnati al Reggimento, dopo il C.A.R., i nuovi artiglieri per quattro mesi erano definiti: “TUBI” (TOPI) alle dirette dipendenze dei:”VECI”.
TRENTATRE’:
Inno ufficiale delle TT.AA. veniva suonato alle varie cerimonie militari.
V
VECIO:
Termine per indicare un artigliere prossimo al congedo, gli artiglieri congedati sono sempre e comunque “veci”.
VETTOVAGLIAMENTO:
Operazioni atte a soddisfare le necessità alimentati delle truppe,
VIBRAM:
Scarponi tipici per le TT.AA., prendono il nome dalla marca della suola scolpita  Vibram.
U
UFFICIALE DI PICCHETTO:
S.Ten. o Tenente, responsabile del corpo di guardia della caserma; in caso d'allarme deve predisporre tutte le misure di sicurezza per la difesa. E' riconoscibile dalla fascia azzurra.
Z
ZAINETTO TATTICO:
Piccolo zaino alpino per attività esterne alla caserma (es.:andare a sparare al poligono).
ZAINO ALPINO:
Grande zaino per le TT. AA. da utilizzare nelle escursioni esterne, difficilmente scendeva sotto i 20 kg.
ZAINO A TERRA:
Durante la marcia si eseguivano delle brevi pause: necessarie a ricompattare il reparto. Queste soste permettevano all’artigliere di mettere lo zaino a terra per riposare.